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04-07-2018

Otto milioni i nati con la fecondazione assistita


Dal 1978, anno di nascita di Louise Brown la “prima bimba in provetta”, grazie alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita sono venuti al mondo oltre 8 milioni di bambini. Lo rivelano gli esperti riuniti in occasione del 34° Congresso della Società europea di riproduzione umana ed embriologica (Eshre), in programma dal 1° al 4 luglio a Barcellona (Spagna), secondo cui ogni anno da oltre 2 milioni di cicli di trattamento eseguiti nascono più di mezzo milione di bimbi grazie all’impiego delle tecniche Fivet (Fecondazione in vitro con trasferimento dell’embrione) e Icsi (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo).


Su questo fronte, il paese europeo più attivo è la Spagna, dove nel 2015 sono stati effettuati 119.875 cicli di Pma (procreazione medicalmente assistita). Al secondo posto si classifica la Russia, dove nel 2015 sono stati eseguiti 110.723 cicli di trattamento, seguita dalla Germania con 96.512 cicli e dalla Francia con 93.918 cicli. Secondo i dati raccolti dall’Eshre tra il 1997 e il 2015, le cliniche europee continuano a favorire l'Icsi rispetto alla Fivet (356.351 cicli di Icsi rispetto a 131.221 cicli di Fivet), come avviene anche nel resto del mondo. L'Icsi è stato sviluppato all'inizio degli anni '90 come trattamento specifico per l'infertilità maschile (basso numero di spermatozoi, scarsa qualità dello sperma), ma attualmente questa tecnica viene utilizzata anche in altri casi.


In Europa i tassi di gravidanza restano stabili per Fivet e Icsi intorno al 36%. Le probabilità di successo aumentano con l’impiego degli embrioni di cinque giorni (blastocisti) rispetto a quelli di tre giorni. I tassi di gravidanza associati all’ovodonazione continuano a salire e attualmente raggiungono il 50%. Continua invece a diminuire in Europa il tasso di gravidanza gemellare, che nel 2015 è sceso al 14%. Allo stesso tempo, aumenta il tasso dei trasferimenti di singoli embrioni, passato dall'11% del 1997 al 38% del 2015.