Logo salute24
12-07-2018

Demenze, vitamina D non è protettiva


La vitamina D non sarebbe in grado di proteggere dalla demenza. Lo suggerisce uno studio pubblicata su Nutritional Neuroscience dai ricercatori dell'Università di Adelaide (Australia), secondo cui la vitamina non aiuterebbe a prevenire lo sviluppo di diversi disturbi cerebrali, compreso il declino cognitivo, l'Alzheimer ma anche il Parkinson e la sclerosi multipla.


Nel corso dell’indagine, gli autori hanno esaminato i risultati di 73 studi preclinici e clinici, per verificare se la vitamina D potesse svolgere un ruolo in un'ampia gamma di malattie neurodegenerative. Al termine dell’indagine, non sono riusciti a trovare evidenze scientifiche solide del fatto che la vitamina costituisca un agente neurologico protettivo. “Studi precedenti avevano rilevato che i pazienti affetti da malattie neurodegenerative tendevano ad avere bassi livelli di vitamina D rispetto alle persone sane – spiega Krystal Iacopetta, che ha diretto la ricerca -. Ciò ha alimentato l'ipotesi che l'aumento dei livelli di vitamina D, attraverso una maggiore esposizione ai raggi UV e al sole o tramite l’assunzione di integratori, potrebbe potenzialmente avere un impatto positivo. I risultati della nostra revisione approfondita e un'analisi di tutta la letteratura scientifica, tuttavia, indicano che non è così e che non ci sono prove convincenti a sostegno del fatto che la vitamina D rappresenti un agente protettivo per il cervello”.


“La nostra analisi, che ha preso in considerazione le metodologie, le dimensioni dei campioni e gli effetti riportati dai gruppi sperimentali e da quelli di controllo, dimostra che il legame tra la vitamina D e i disturbi del cervello è probabilmente associativo, non è dovuto a una relazione direttamente causale – aggiunge l’esperta -. Per nessuna delle malattie che abbiamo indagato è stato possibile rilevare un chiaro beneficio neuroprotettivo della vitamina D”.