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Stress, anche poco fa male nel lungo periodo

Nel lungo periodo il disagio psicologico, anche se di lieve entità, potrebbe accrescere il rischio di sviluppare diverse malattie croniche, come l’artrite, le cardiopatie e le patologie polmonari. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Psychosomatic Research da Kyle J.J. McLachlan e Catharine R. Gale, due ricercatori dell’Università di Edimburgo (Scozia), secondo cui anche bassi livelli di stress, ansia o depressione potrebbero nuocere alla salute.

 

“Sebbene il rapporto tra disagio psicologico grave e insorgenza di artrite, Bpco, malattie cardiovascolari e diabete sia ben noto, non ci sono molte informazioni sulla relazione tra livelli bassi o moderati di disagio e lo sviluppo di condizioni croniche – spiega la professoressa Gale -. I nostri risultati mostrano che anche bassi livelli di disagio, inferiori al livello solitamente considerato clinicamente significativo, sembrano aumentare il rischio di sviluppare una malattia cronica. Pertanto, gli interventi diretti a ridurre i sintomi di ansia e depressione potrebbero aiutare a prevenire l'insorgenza di queste malattie per alcune persone”.

 

Nel corso dell’indagine, gli autori hanno monitorato per tre anni le condizioni sanitarie di 16.485 persone che avevano partecipato allo “UK Household Longitudinal Study”, una ricerca condotta ogni anno a partire dal 2009, che raccoglie dati sulla salute fisica, sul benessere psicologico e sullo stato socioeconomico dei cittadini britannici. Gale e McLachlan hanno verificato, in particolare, se anche livelli bassi o moderati di disagio psicologico - un termine che descrive diversi problemi di natura psichica ed emotiva, come ansia, depressione, stress, insofferenza e angoscia – fosse collegato allo sviluppo di malattie croniche. Per farlo, hanno chiesto ai partecipanti d’indicare con quale frequenza sperimentassero 12 sintomi comuni di questo disturbo.

 

Al termine dell’esperimento, è emerso che rispetto ai soggetti che non mostravano segni di sofferenza mentale, le probabilità di sviluppare l’artrite erano più alte del 57% tra le persone che presentavano bassi livelli di disagio psicologico, del 72% tra chi mostrava livelli moderati di questo disturbo e del 110% tra chi manifestava un disagio grave. Allo stesso modo, rispetto alle persone che non ne soffrivano, il rischio di malattie cardiovascolari era maggiore del 46% tra chi mostrava bassi livelli di sofferenza emotiva, del 77% tra chi presentava livelli moderati e del 189% tra gli individui che presentavano livelli elevati di disagio. Infine, anche il pericolo di essere colpiti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) cresceva tra chi soffriva di livelli moderati (125%) o alti (148%) di disagio psicologico. Non sono invece state evidenziate associazioni significative tra questo disturbo e il rischio di diabete.

 

“Questi risultati hanno notevoli implicazioni per la salute pubblica e clinica – conclude l’esperta -. Lo screening per il disagio potrebbe aiutare a identificare le persone che rischiano di sviluppare l’artrite, la Bpco e le malattie cardiovascolari, mentre gli interventi diretti a rdurlo potrebbero aiutare a prevenire e a limitare la progressione di queste malattie, anche per chi presenta bassi livelli di disagio psicologico”. 

 

Foto: © kmiragaya - Fotolia

di Nadia Comerci
Pubblicato il 18/07/2018

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