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23-07-2018

Procreazione assistita, i dati in Italia


In Italia nel 2016 è aumentato il ricorso ai trattamenti di fecondazione eterologa. È quanto emerge dalla “Relazione annuale sullo stato di attuazione della Legge 40/2004 in materia di Procreazione medicalmente assistita (Pma)”, che è stata trasmessa il 28 giugno 2018 al Parlamento. Il documento illustra l’attività dei centri di Procreazione medicalmente assistita (Pma) nel 2016 e l’utilizzo dei finanziamenti nel 2017.


L’indagine evidenzia che il maggior numero dei trattamenti di fecondazione assistita viene effettuato nei centri pubblici e privati convenzionati. Nello specifico, il 35% dei centri è pubblico ed effettua il 37,1% dei cicli; il 9,8% dei centri è privato convenzionato ed esegue il 28,8% dei cicli; il 55,2% è privato ed effettua il 34,1% dei cicli. Rispetto al 2015, nel 2106 è aumentato il numero delle coppie trattate con tutte le tecniche di Pma - omologa ed eterologa, di I livello (inseminazione) e di II e III livello (fecondazione in vitro) -, passate da 74.292 a 77.522. È cresciuto anche il numero dei cicli effettuati, passato da 95.110 a 97.656, e quello dei bambini nati vivi, passato da 12.836 a 13.582. 


La relazione specifica che questo incremento è fondamentalmente correlato alla fecondazione eterologa e alle tecniche omologhe con crioconservazione di gameti. Sono, infatti, diminuiti i cicli iniziati e i nati da tecniche di II e III livello omologhe a fresco e da inseminazioni semplici omologhe, mente è significativamente aumentata l’applicazione delle tecniche con donazione di gameti per l’inseminazione semplice e nelle tecniche di fecondazione di II e III livello. Il totale delle coppie che vi hanno fatto ricorso è cresciuto del 121% (da 2.462 a 5.450), quello dei cicli del 123% (da 2.800 a 6.247), mentre quello dei nati del 142% (da 601 a 1.457).


Le percentuali di successo delle tecniche omologhe restano sostanzialmente invariate: per le tecniche di I livello sono pari al 10,9% (era 10,5% nel 2015); per le tecniche di II e III livello diminuisce la percentuale di gravidanze per ciclo a fresco (da 18,2% nel 2015 a 17,3% nel 2016) ma aumenta per le tecniche da scongelamento di embrioni (da 26,2% a 27,5%), mentre diminuisce per le tecniche da scongelamento di ovociti (da 16,6% a 16,3%)

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