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Fibrillazione atriale, i rischi crescono per i fumatori

I fumatori corrono un rischio maggiore di sviluppare la fibrillazione atriale. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista European Journal of Preventive Cardiology dai ricercatori dell'Imperial College di Londra (Regno Unito), secondo cui le probabilità di essere colpiti dalla malattia cardiaca crescerebbero del 14% ogni 10 sigarette fumate al giorno. Inoltre, ogni “bionda” in più finirebbe per aumentare ulteriormente il pericolo di essere colpiti da aritmia. “Se fumi, smetti di fumare e se non fumi, non iniziare - afferma Dagfinn Aune, che ha diretto l’indagine -. Abbiamo scoperto che i fumatori corrono un maggior rischio di fibrillazione atriale, e che il pericolo si riduce considerevolmente quando si smette”.

 

Gli autori hanno esaminato i risultati di 29 studi che erano stati condotti in Europa, Nord America, Australia e Giappone e avevano coinvolto 677.785 individui. Fra questi, 39.282 sono stati colpiti da fibrillazione atriale, la forma più diffusa di alterazione del ritmo cardiaco. Al termine dell’analisi, gli scienziati hanno scoperto che rispetto alle persone che non avevano mai fumato, i fumatori correvano un rischio di fibrillazione atriale maggiore del 32%, mentre gli ex fumatori del 9%. In particolare, è emerso che rispetto a non fumare, il consumo di 5, 10, 15, 20, 25 e 29 sigarette al giorno era associato a un aumento del rischio di fibrillazione atriale pari rispettivamente al 9%, al 17%, al 25%, al 32%, al 39% e al 45%. 

 

Gli esperti hanno anche osservato che ogni 10 “pack-year” – un indice che mostra il carico di tabacco che un fumatore ha consumato nell’arco della vita, che si calcola moltiplicando il numero medio di sigarette fumate al giorno per il  numero di anni in cui si è fatto uso del tabacco -  è stato associato a un aumento del 16% del rischio di sviluppare la fibrillazione atriale. “I nostri risultati forniscono ulteriori prove dei benefici per la salute che derivano dallo smettere di fumare e, ancor di più, dal non iniziare mai a farlo – conclude la dottoressa Aune -.Dal punto di vista della salute pubblica, questo è importante per prevenire la fibrillazione atriale e molte altre malattie croniche”. 

 

Foto: © Knut Wiarda Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 24/09/2018

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