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29-07-2019

Omega-3 per il cuore? Non ci sono effetti significativi


Non ci sono evidenze significative del fatto che gli omega-3 proteggano il cuore e riducano, in generale, la mortalità. Lo sostiene uno studio condotto dai ricercatori dell’Università dell'Anglia orientale di Norwich (Regno Unito), secondo cui l’assunzione prolungata di questi nutrienti influirebbe in misura lieve o per niente sul rischio di essere colpiti da ictus, infarto e patologie cardiovascolari.


Gli scienziati sono giunti a queste conclusioni dopo aver esaminato i risultati di 79 indagini che avevano coinvolto complessivamente 112.059 individui. Tutti i partecipanti avevano assunto integratori di omega-3 per un periodo compreso tra 12 e 72 mesi. L’indagine ha rilevato che il consumo degli acidi grassi non ha determinato effetti significativi: secondo gli esperti ha prodotto “poca o nessuna differenza” nelle probabilità di morire per tutte le cause, di morire per cardiopatie e di essere colpiti da eventi cardiovascolari. Gli autori affermano che le probabilità di ottenere benefici significativi dall'assunzione di omega-3 sarebbe pari a una su mille


“Quest’ampia revisione sistematica ha incluso informazioni provenienti da molte migliaia di persone che sono state seguite per lunghi periodi – spiega Lee Hooper, che ha coordinato la ricerca -. Nonostante tutte le informazioni esaminate, non abbiamo constatato effetti protettivi. L’analisi fornisce la prova del fatto che l'assunzione di integratori di omega-3 non giova alla salute del cuore, né riduce il rischio di ictus o di morte per qualsiasi causa. Gli studi più attendibili hanno costantemente rilevato un effetto scarso o nullo dei grassi omega-3 a catena lunga sulla salute cardiovascolare”.


In relazione alla notizia, Integratori Italia-AIIPA replica che: “si tratta di una revisione di dati pubblicati che non include alcuno studio recente e che replica un modello di analisi non privo di criticità. Si riferisce prevalentemente, infatti, a soggetti già portatori di malattie cardiovascolari pregresse (che sono ormai soggetti, in tutti i paesi industrializzati, ad interventi farmacologici multipli, che rendono complesso identificare l’effetto di ogni singolo principio attivo impiegato (come appunto gli omega-3). Le conclusioni tratte sono quindi di limitata rilevanza per le persone sane, che siano interessate a ridurre il proprio rischio di ammalarsi. Per avere nuove informazioni sul tema è necessario attendere i risultati dei grandi studi controllati attualmente in corso. Gli omega-3 sono acidi grassi polinsaturi a lunga catena che svolgono azioni varie ed articolate, ben studiate e conosciute da tempo, di carattere antinfiammatorio, antiaritmico e di riduzione dei livelli di trigliceridi nel sangue. Date queste caratteristiche, un impiego appropriato degli omega-3 può ridurre il rischio di tali eventi cardiovascolari, come anche indicato dalla valutazione espressa da EFSA (European Food Safety Authority)”.