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Odorare il caffè accende il cervello

Annusare il profumo del caffè potrebbe attivare il cervello, migliorandone le performance. Lo suggerisce una ricerca pubblicata sulla rivista Journal of Environmental Psychology dagli scienziati statunitensi dello Stevens Institute of Technology di Hoboken, della Temple University di Philadelphia e del Baruch College di New York, secondo cui per godere dei benefici della bevanda non sarebbe necessario berla, ma basterebbe sentirne l’odore.

 

Per giungere a queste conclusioni, gli autori hanno chiesto a 100 studenti universitari di svolgere un test chiamato Graduate management aptitude test (Gmat), costituito da 10 domande di algebra. I volontari sono stati suddivisi in due gruppi: la metà ha eseguito il compito in una stanza in cui è stato diffuso un odore simile a quello del caffè, mentre gli altri in un ambiente privo di odori. Al termine dell’esperimento, è emerso che i partecipanti che si trovavano nella sala in cui aleggiava il profumo del caffè hanno ottenuto punteggi significativamente più alti nel test rispetto agli altri.

 

Successivamente, i ricercatori hanno intervistato altri 200 studenti, chiedendo loro se si sarebbero sentiti più vigili ed energici in presenza del profumo di caffè, del profumo di fiori o in una camera priva di odori. I volontari si sono mostrati convinti del fatto che l'esposizione al profumo di caffè avrebbe potuto aumentare le loro prestazioni cerebrali. Secondo gli scienziati, ciò suggerisce che gli effetti ottenuti durante il primo esperimento potrebbero derivare non solo dall’effettiva percezione che nell’aria ci fosse odore di caffè, ma anche dalla convinzione che già soltanto il profumo della bevanda renda le persone più sveglie e mentalmente attive.

 

“Non è interessante soltanto il fatto che il profumo simile al caffè abbia aiutato i partecipanti a svolgere meglio i compiti analitici – osserva Adriana Madzharov, che ha diretto la sperimentazione -. Ma i soggetti hanno anche pensato che questo li avrebbe aiutati a fare meglio, e abbiamo dimostrato che questa aspettativa era almeno in parte responsabile del miglioramento delle loro prestazioni”. 

 

Gli esperti ritengono che la scoperta potrebbe avere molte applicazioni pratiche, a partire dal miglioramento della produttività dei lavoratori. “L'olfatto è uno dei nostri sensi più potenti – sottolinea la dottoressa Madzharov -. I datori di lavoro, gli architetti, i costruttori di edifici, i gestori di spazi commerciali e altri professionisti potrebbero utilizzare profumi tenui per migliorare l’esperienza lavorativa dei loro dipendenti. È un'area di grande interesse e che presenta un forte potenziale”.

 

Foto: © umbertoleporini - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 23/07/2018