Logo salute24

Esperienze di vita? La maggior parte fabbricate dalla memoria

La maggior parte delle esperienze di vita sarebbe plasmata dalla memoria: la capacità di elaborare gli eventi attuali sarebbe, infatti, basata sui modelli rilevati nel passato. Di conseguenza, il modo di affrontare una determinata situazione sarebbe guidato dal ricordo in cui è stata vissuta una circostanza simile in precedenza. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Experimental Psychology: General da Jeff Zacks della Washington University di St. Louis (Usa) e Chris Wahlheim della University of North Carolina di Greensboro (Usa), secondo cui quando si verificano eventi inaspettati, la guida offerta dalla memoria potrebbe però venir meno. Pertanto, il rilevamento dei cambiamenti giocherebbe un ruolo fondamentale nel modo in cui le persone costruiscono la realtà. “La memoria non serve per cercare di ricordare - sottolinea il professor Zacks -. Serve per fare meglio la prossima volta”.

 

Gli studiosi hanno osservato che il cervello confronta continuamente gli input sensoriali provenienti dalle esperienze in corso con i modelli che sono risultati “vincenti” in circostanze simili in passato. Ma quando la vita reale non corrisponde al “modello di eventi” memorizzato, gli errori di predizione e i cambiamenti rilevati innescano una serie di elaborazioni cognitive che “ricablano” il cervello, in modo da affiancare ai vecchi ricordi quelli nuovi. “Abbiamo la prova dell’esistenza di un meccanismo teorico che spiega come le persone aggiornano le loro rappresentazioni mnemoniche per facilitare l'elaborazione dei cambiamenti nelle azioni quotidiane – afferma il dottor Wahlheim -. Questi risultati possono finalmente fare luce sul modo in cui l'elaborazione dei cambiamenti quotidiani influenza il comportamento delle persone”.

 

Nel corso dell’indagine, Zacks e Wahlheim hanno testato gli effetti dei cambiamenti sulla capacità di elaborare le situazione in un gruppo di anziani – che, notoriamente, hanno maggiori difficoltà a ricordare i dettagli degli eventi recenti. I partecipanti sono stati invitati a guardare alcuni filmati in cui una donna svolgeva una serie di attività quotidiane di routine, come lavare i piatti. A distanza di una settimana, hanno visionato altri video simili, in cui erano stati modificati alcuni dettagli. “Quando gli spettatori seguivano i cambiamenti mostravano una memoria eccellente, ma quando non notavano un cambiamento avevano seri problemi di memoria - afferma Zacks -. Questi effetti potrebbero spiegare alcuni dei problemi mnemonici sperimentati dagli anziani: in questi esperimenti erano meno in grado di tenere traccia dei cambiamenti, e questo spiegava perché alcune delle loro prestazioni mnemoniche erano peggiori”.

 

Gli scienziati affermano che notare i cambiamenti è fondamentale per poter creare una traccia mnemonica che leghi insieme tutti gli eventi, vecchi e nuovi. Lo studio, spiegano, fornisce la prova che la memoria umana aiuta a recuperare le esperienze rilevanti e a metterle in relazione con ciò che sta accadendo nell'ambiente attuale. “Il nostro studio supporta la teoria che le previsioni basate sugli eventi passati ci aiutano a identificare i cambiamenti e a codificare il nuovo evento – conclude il professor Zacks -. I ricordi delle esperienze recenti sono preziosi perché possono essere usati per prevedere cosa accadrà in seguito in situazioni simili e aiutarci ad affrontare meglio ciò che ci sta accadendo ora”.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 26/07/2018

potrebbe interessarti anche: