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Bocca, le ferite guariscono dieci volte più velocemente

Le ferite situate all’interno della bocca possono guarire fino a 10 volte più velocemente dei tagli cutanei. Lo rivela una ricerca pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine dai ricercatori statunitensi del National institute of arthritis and musculoskeletal and skin diseases di Bethesda e dell'Università della California di San Diego, secondo cui il tessuto orale sarebbe costantemente pronto a rigenerarsi grazie all’elevata presenza di alcune proteine, che stimolano le cellule incaricate di rimarginare le lesioni.

 

Gli studiosi hanno osservato che le ferite della bocca tendono a guarire più velocemente e a non lasciare cicatrici. Hanno quindi deciso di esaminare l’origine di questo meccanismo, per poterlo imitare e migliorare il trattamento della ferite della pelle. Nello specifico, hanno eseguito piccoli tagli nella bocca e nelle braccia di 30 volontari, per testare la differenza nella velocità di guarigione delle lesioni. Hanno così osservato che mentre le ferite sulle braccia si rimarginavano a una velocità di circa 0,1 millimetri al giorno, quelle presenti nella bocca guarivano tre volte più velocemente, a una media di 0,3 millimetri al giorno. In media, le lesioni orali sono guarite in circa 6 giorni, mentre quelle cutanee in circa due settimane. “Le ferite orali sono guarite da cinque a dieci volte più velocemente di quelle della pelle”, precisano gli esperti.

 

I ricercatori hanno osservato che durante il processo di guarigione, otto geni erano costantemente più attivi nelle ferite situate nella bocca che in quelle presenti sulla cute. In particolare, hanno rilevato che nel cavo orale era presente una quantità significativamente maggiore di due fattori di trascrizione – proteine che si legano con specifiche sequenze di Dna regolando la trascrizione dei geni - chiamati Sox2 e Pitx1. Hanno pertanto provato ad aumentare la produzione di una di queste proteine, Sox2, nelle cellule della pelle di alcuni topi: grazie all’azione del fattore di trascrizione, la guarigione delle ferite è stata più veloce di un terzo, passando da nove a tre giorni. Alla luce di questi risultati, gli autori ritengono che le due proteine sarebbero in grado di ridurre l'infiammazione e di attivare le cellule necessarie per rimarginare le ferite. Pertanto, reputano che accrescerne i livelli nella cute e in altre parti dell’organismo potrebbe accelerare la guarigione e la cicatrizzazione delle lesioni.

 

Foto: © ryanking999 - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 16/08/2018