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Piatti piccoli non fanno mangiare meno, quando si ha fame

Inutile cercare d’ingannare la mente: quando si ha fame, il cervello è in grado d’identificare esattamente la porzione di un pasto, indipendentemente dalle dimensioni del piatto in cui viene servito. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Appetite da NoaZitron-Emanuel e TzviGanel, due scienziati della Ben-Gurion University of the Negev di Be’er-Sheva (Israele), secondo cui utilizzare piatti piccoli non aiuterebbe le persone che cercano di dimagrire a mangiare di meno. “Le dimensioni del piatto non contano quanto pensiamo - afferma il dottor Ganel -. Se hai fame e non hai mangiato, o stai cercando di ridurre l’assunzione di cibo, una porzione resta simile sia nel caso in cui riempia un piatto piccolo, sia nel caso in cui sia circondata da uno spazio vuoto all’interno di un piatto più grande”.

 

Gli autori hanno deciso di verificare la reale efficacia dell'“illusione di Delbouef” all’interno di una dieta dimagrante. Secondo questa teoria, le persone tendono a identificare una stessa porzione in modo diverso a seconda del posto in cui viene posizionata: all’interno di un recipiente più piccolo appare più grande, mentre in uno più ampio sembra più esigua.  L'esempio classico dimostra che gli individui percepiscono come differenti due cerchi esattamente uguali, se uno viene inserito in un cerchio più piccolo, mentre l’altro in uno di dimensioni maggiori. L’adozione di questo “trucco” viene spesso consigliata come strategia per dimagrire, sulla base dell’idea che una porzione piccola sarà considerata dal cervello più corposa se servita all’interno di un piatto di modeste dimensioni. Ma secondo gli studiosi israeliani, se si ha fame questa tecnica non funzionerebbe.

 

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno condotto due esperimenti che hanno coinvolto complessivamente 113 giovani adulti. Ai partecipanti è stato chiesto d’identificare le dimensioni di cerchi neri, coprimozzi o pizza contenuti in vassoi di grandezze diverse. Alcuni volontari avevano mangiato di recente, mentre altri erano a digiuno da tre ore. Al termine delle due prove, è emerso che l'“illusione di Delbouef” non funziona quando si è affamati: i soggetti che non consumavano cibo da tre ore sono riusciti a individuare correttamente le porzioni di pizza, indipendentemente dai contenitori in cui erano collocate.

 

Gli esperti sottolineano che questo ha funzionato solo nel caso del cibo. Entrambi i gruppi sono stati imprecisi quando hanno dovuto confrontare le dimensioni dei cerchi neri e dei coprimozzi. Secondo i ricercatori, questo suggerisce che la fame sarebbe in grado di stimolare una maggiore elaborazione analitica, che non potrebbe essere facilmente ingannata da tecniche illusorie. “Nell'ultimo decennio, i ristoranti e le altre aziende alimentari hanno utilizzato piatti progressivamente più piccoli per adeguarsi al pregiudizio percettivo che servano a ridurre il consumo di cibo – osserva il dottor Ganel -. Il nostro studio smentisce quest’idea. Quando le persone hanno fame, specialmente quando sono a dieta, hanno meno probabilità di essere ingannate dalle dimensioni del piatto. È più probabile che si rendano conto che stanno mangiando di meno e siano più inclini a mangiare troppo più tardi”.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 03/08/2018

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