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02-08-2018

Tumore al pancreas, il ruolo terapeutico dei cannabinoidi


L’impiego di un cannabinoide insieme alla chemioterapia potrebbe triplicare la sopravvivenza dei malati di tumore al pancreas. Uno studio pubblicato su Oncogene da un gruppo di ricerca internazionale, che ha visto la partecipazione dei ricercatori italiani dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti e della Fondazione Edo and Elvo Tempia di Biella, ha infatti scoperto che i topi che avevano ricevuto il cannabidiolo (Cbd) con la chemioterapia sono vissuti tre volte più a lungo di quelli che sono stati sottoposti soltanto alla chemio.


“Questo è un risultato notevole – afferma Marco Falasca, della Queen Mary University of London di Londra (Regno Unito) e della Curtin University di Perth (Australia), che ha coordinato la ricerca -. Abbiamo scoperto che i topi affetti da cancro al pancreas sono sopravvissuti quasi tre volte di più quando alla chemioterapia è stato aggiunto un cannabinoide. Il cannabidiolo è già approvato per l'uso clinico, e ciò significa che possiamo rapidamente testarlo negli studi clinici sugli umani. Se riusciamo a riprodurre questi effetti nell'uomo, il cannabidiolo potrebbe essere impiegato nelle cliniche oncologiche quasi immediatamente, senza dover attendere la conclusione delle procedure necessarie per l’approvazione di un nuovo farmaco”. 


“L'aspettativa di vita dei malati di cancro al pancreas è cambiata di poco negli ultimi 40 anni, perché ci sono davvero pochi trattamenti disponibili, e in gran parte si tratta di cure palliative – aggiunge l’esperto -. Dato che il tasso di sopravvivenza a cinque anni per le persone affette da cancro al pancreas è inferiore al 7%, la scoperta di nuovi trattamenti e strategie terapeutiche è urgente”.