Logo salute24

Tè allo zenzero contro l'alitosi

Bere il tè allo zenzero potrebbe aiutare a combattere l’alitosi. Il gingerolo – la sostanza che conferisce alla radice la sua tipica piccantezza – sarebbe, infatti, in grado di stimolare un enzima presente nella saliva che distrugge le sostanze maleodoranti, garantendo un alito fresco. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Agricultural and Food Chemistry dagli scienziati della Technische Universität München di Frisinga (Germania), che stanno cercando di sviluppare una base scientifica per la produzione di alimenti capaci di soddisfare le esigenze sensoriali e salutistiche dei consumatori.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno esaminato gli effetti dei composti alimentari sulle molecole contenute nella saliva. Hanno così scoperto che il gingerolo è in grado di aumentare di 16 volte la presenza dell’enzima sulfidrilico ossidasi 1 e che, in base alle analisi condotte sulla saliva e sul respiro di alcuni volontari umani, quest'enzima sarebbe capace di disgregare i composti che contengono solfuro e che sono caratterizzati da cattivo odore. Secondo gli esperti, l’enzima sulfidrilico ossidasi 1 sarebbe quindi in grado di ridurre il retrogusto duraturo di molti alimenti come, per esempio, il caffè. “Di conseguenza, anche il nostro alito ha un odore migliore”, spiega Thomas Hofmann, che ha coordinato la ricerca. L’esperto afferma che l’individuazione di questo meccanismo potrebbe contribuire allo sviluppo di nuovi prodotti per l'igiene orale, capaci di contrastare l’alitosi.

 

Gli scienziati hanno anche osservato che l'acido citrico – presente soprattutto negli agrumi, ma in percentuali inferiori anche in altri alimenti come funghi e vino – sarebbe invece in grado di aumentare il contenuto di ioni di sodio della saliva, influenzando la percezione del gusto e rendendo i cibi salati meno saporiti. “Il sale da cucina non è altro che cloruro di sodio, e gli ioni di sodio svolgono un ruolo chiave nella percezione del sapore del sale – sottolinea il professor Hofmann -. Se la saliva contiene già concentrazioni elevate di ioni di sodio, gli alimenti dovranno possedere un contenuto di sale significativamente più alto per poter avere un gusto relativamente salato”. 

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 08/08/2018