Logo salute24

Lo stress funziona solo con le cattive notizie

Potrebbe sembrare strano, ma quando si è stressati si tende a ragionare con più lucidità. O almeno, si diventa più obiettivi di fronte alle brutte notizie. Lo suggerisce una ricerca pubblicata sulla rivista The Journal of Neuroscience dagli scienziati dell’University College London (Ucl) di Londra (Regno Unito), secondo cui la tendenza delle persone a prendere maggiormente in considerazione e a fare proprie le buone notizie piuttosto che le cattive – il cosiddetto “pregiudizio dell'ottimismo” – verrebbe meno nelle condizioni stressanti o quando ci si sente minacciati.

 

“In generale, le persone sono piuttosto ottimiste: ignorano il male e abbracciano il bene – spiega Tali Sharot, che ha coordinato l’indagine -. È questo è proprio ciò che è accaduto ai partecipanti del nostro studio in condizioni di calma, mentre quando sono stati sottoposti a stress, è emerso un modello diverso. In queste condizioni, sono diventati attenti alle brutte notizie che abbiamo comunicato loro, anche nei casi in cui queste informazioni non avevano nulla a che fare con la fonte della loro ansia”.

 

Gli autori sono giunti alle conclusioni che stress e ansia rendano gli individui maggiormente capaci di elaborare e interiorizzare le cattive notizie, dopo aver condotto due esperimenti. Il primo ha convolto 35 volontari e si è svolto in laboratorio, mentre il secondo ha valutato le reazioni di un gruppo di vigili del fuoco mentre erano impegnati nell’esecuzione del loro lavoro. Nella prima sperimentazione, i ricercatori hanno suddiviso i partecipanti in due gruppi: la metà è stata incaricata di svolgere un test complesso, al termine del quale avrebbero dovuto tenere una presentazione su un argomento che non conoscevano, che sarebbe stata valutata da una giuria; l’altra metà, invece, ha dovuto completare un test facile con la prospettiva di svolgere, al termine, un semplice compito di scrittura, che non sarebbe stato oggetto di valutazione. 

 

Prima di svolgere la prova finale, tutti i soggetti sono stati incaricati di stimare le probabilità che si verifichino, nel corso della vita, diversi eventi minacciosi o spiacevoli, come essere vittime di furti domestici o di frodi con le carte di credito. Dopo ogni risposta, gli scienziati comunicavano una notizia buona o cattiva, precisando che l’evento si verificava più spesso o meno frequentemente rispetto alla loro stima. Successivamente, gli studiosi hanno chiesto ai volontari di stimare il rischio che sperimentare quegli eventi in prima persona.

 

L’analisi delle risposte ha evidenziato che i soggetti calmi hanno interiorizzato le buone notizie meglio delle cattive, e tendevano a sottostimare le probabilità di essere vittime di eventi incresciosi. I partecipanti stressati – che attendevano con ansia di dover parlare in pubblico e di essere giudicati su un argomento sul quale non erano preparati – sono invece risultati più obiettivi: hanno risposto normalmente sulle buone notizie, ma hanno anche stimato con lucidità le cattive e, di conseguenza, i rischi di andare incontro a eventi spiacevoli. Questi risultati sono stati confermati anche dal secondo esperimento, durante il quale alcuni vigili del fuoco hanno svolto lo stesso compito online sul camion dei pompieri, nel tragitto percorso per raggiungere i luoghi dove avrebbero dovuto prestare soccorso.

 

Secondo i ricercatori, lo studio evidenzia che in condizioni normali le persone tendono a elaborare le informazioni in modo ottimistico, perché questo ne assicura il benessere e le aiuta a essere motivate. Tuttavia, quando si sentono stressate o minacciate, sono in grado di prestare attenzione ai segnali di pericolo e a giudicare le situazioni con obiettività. “Un interruttore che automaticamente aumenta o diminuisce l’abilità di elaborare gli avvertimenti in risposta ai cambiamenti nel proprio ambiente potrebbe essere utile – sottolinea Neil Garrett, primo autore della ricerca -. In presenza di una minaccia, s’innesca una reazione di stress e cresce la capacità di riconoscere i pericoli. Invece, in un ambiente sicuro sarebbe inutile stare costantemente all'erta. Un certo grado d’inconsapevolezza può aiutare a mantenere la mente a riposo”.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 08/08/2018