Logo salute24

Cuore, ecco la giusta quantità di sale

La quantità di sale che, se assunta regolarmente, potrebbe aumentare il rischio di cardiopatie sarebbe più alta del previsto. Secondo uno studio internazionale pubblicato sulla rivista The Lancet, sarebbe infatti di 5 grammi al giorno, pari a 2,5 cucchiaini di sale. Meno del 5% delle persone che vivono nei paesi sviluppati supera questo livello, osservano gli scienziati diretti da Andrew Mente, della McMaster University and Hamilton Health Sciences di Hamilton (Canada), che spiega: “L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di consumare meno di 2 grammi di sodio, che equivalgono a un cucchiaino di sale, al giorno per prevenire le malattie cardiovascolari, ma ci sono poche evidenze scientifiche dei miglioramenti in termini di salute di cui godrebbero le persone che restano entro un livello così basso”.

 

Per determinare la precisa quantità di sale che è possibile consumare ogni giorno senza mettere a rischio la salute del cuore, il team di scienziati, provenienti da 21 paesi diversi, ha monitorato le condizioni sanitarie  di circa 178mila persone di età compresa fra 35 e 70 anni, per una media di otto anni. I partecipanti erano residenti in 18 paesi e, pertanto, avevano abitudini alimentari differenti. Al termine dell’indagine, gli autori hanno osservato che la soglia di 2 grammi di sodio al giorno stabilita dall’Oms e quella di 1,5 grammi al giorno raccomandata dall'American Heart Association per gli individui a rischio di malattie cardiache potrebbero essere troppo basse. Secondo gli scienziati, il cuore sarebbe infatti messo in pericolo a partire da un consumo di 5 grammi al giorno.

 

Gli studiosi sottolineano che la Cina è l'unico paese coinvolto nello studio in cui l'80% delle comunità superava questa soglia, mentre nelle altre nazioni la maggior parte delle persone consumava, in media, da 3 a 5 grammi di sodio al giorno, pari a 1,5-2,5 cucchiaini di sale. “Solo nelle comunità in cui il consumo di sodio è maggiore, dove si superano i cinque grammi al giorno, che sono presenti principalmente in Cina, abbiamo trovato un legame diretto tra l'assunzione di sodio e gli eventi cardiovascolari maggiori come l’infarto e l’ictus – precisa Andrew Mente -. Nelle comunità che consumano meno di cinque grammi di sodio al giorno, abbiamo invece osservato il contrario. Il consumo di sodio era inversamente associato all’infarto miocardico, agli attacchi cardiaci e alla mortalità in generale, e non è stato collegato a un aumento del rischio di ictus”.

 

I ricercatori hanno inoltre osservato che i rischi per la salute cardiaca associati all’assunzione di sodio potrebbero essere annullati dal miglioramento della dieta: basterebbe consumare più frutta, verdura, latticini, patate e altri cibi ricchi di potassio. “Abbiamo riscontrato che tutti i principali problemi cardiovascolari, inclusa la morte, risultano inferiori nelle comunità e nei paesi in cui è maggiore il consumo di potassio, che si trova in alimenti come la frutta, i vegetali, i latticini, le patate, le noci e i fagioli”, conclude il dottor Mente.

 

Foto: © Spofi - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 23/08/2018