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22-08-2018

Malattia di Parkinson, il ruolo di una proteina


Una proteina, chiamata Sinapsina 3, svolgerebbe un ruolo significativo nello sviluppo della malattia di Parkinson. Sarebbe, infatti, responsabile del danno cerebrale alla base dell’insorgenza della patologia. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Acta Neuropathologica dagli scienziati italiani dell’Università degli Studi di Brescia, dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e dell’Università di Padova e dei ricercatori svedesi dell’Università di Lund.


Nel corso dell’indagine gli autori hanno scoperto che l’assenza di Sinapsina 3 sarebbe in grado di arrestare la formazione dei depositi proteici cerebrali che innescano la morte dei neuroni dopaminergici del sistema nigrostriatale. Pertanto, modificare la presenza della proteina potrebbe consentire di fermare il processo che sta alla base dello sviluppo dei sintomi motori del Parkinson. “Dopo aver identificato un accumulo anomalo di Sinapsina 3 nel cervello dei pazienti affetti da Malattia di Parkinson, ci siamo chiesti se questa proteina fosse implicata nella patogenesi della malattia e se potesse rappresentare un nuovo bersaglio terapeutico – spiega Arianna Bellucci, docente di Farmacologia presso l’ateneo bresciano, che ha coordinato la sperimentazione –. I risultati che abbiamo ottenuto indicano che la modulazione di Sinapsina 3 potrebbe veramente rappresentare una strategia terapeutica innovativa per la cura di questo disordine neurodegenerativo. Attualmente il nostro gruppo di ricerca sta lavorando intensamente in collaborazione con un team internazionale di ricercatori al fine di sviluppare nuovi approcci terapeutici attivi su Sinapsina 3. Questi ultimi permetterebbero infatti di curare i pazienti agendo sulle cause primarie della malattia e non soltanto di alleviarne i sintomi”.