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14-09-2018

Sla, studio italiano apre nuove prospettive




Trasformare la Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) da malattia senza cura a patologia che prevede il coinvolgimento di un retrovirus, contro il quale è possibile predisporre una terapia farmacologica. È questo l’obiettivo di uno studio italiano pubblicato sulla rivista Viruses dai ricercatori dell'Università di Sassari coordinati da Antonina Dolei, che afferma: “Abbiamo messo a punto delle specifiche forbici molecolari Crispr/SaCas9, mediante le quali siamo riusciti a tagliar via, dal Dna di cellule umane, il gene retrovirale endogeno HERV-Kenv, sospettato di contribuire al tumore della prostata e alla neurodegenerazione della Sla”.


Nel corso della sperimentazione, gli scienziati hanno scoperto che la distruzione di HERV-Kenv sarebbe in grado d’interferire con alcuni regolatori dell’espressione e della crescita cellulare, tra cui la proteina Tdp-43, che svolge un ruolo essenziale nel processo neurodegenerativo che caratterizza la Sla. “Questo nuovo risultato suggerisce che il retrovirus endogeno HERV-K non sia un innocuo spettatore – spiega la ricercatrice -, ma che ci sono legami non solo tra HERV-K e l’oncogenesi, ma anche tra HERV-K e la Sla, dato che l’aumento di sole 2 volte di Tdp-43 può causare neurodegenerazione”. Ciò significa che se il retrovirus HERV-Kenv contribuisce all’insorgenza della Sla, potrebbe essere possibile sviluppare dei trattamenti farmacologici in grado di attaccarlo e, pertanto, trovare un modo per contrastare la patologia.

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