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Contro diabete e obesità, mangiare nell'arco delle dieci ore

Consumare i pasti all’interno di un arco temporale di dieci ore potrebbe aiutare a prevenire diabete di tipo 2 e obesità. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Cell Metabolism dagli scienziati del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla (Usa), coordinati da Satchidananda Panda, che afferma: “Per molti di noi, la giornata inizia con una tazza di caffè al mattino e termina con uno spuntino prima di coricarsi, 14 o 15 ore dopo. Ma limitare l'assunzione di cibo a dieci ore al giorno, e digiunare durante le restanti, potrebbe migliorare la salute, indipendentemente dal nostro orologio biologico”.

 

I ricercatori precisano che nei mammiferi ogni cellula opera su un ciclo di 24 ore, noto come ritmo circadiano del ciclo cellulare, che influenza l’attivazione dei vari geni. Per esempio, negli esseri umani i geni responsabili della digestione sono più attivi durante le prime ore del giorno, mentre quelli che si occupano della riparazione cellulare sono più attivi nel corso della notte. Per comprendere meglio il ruolo del ritmo circadiano nelle malattie metaboliche, gli scienziati hanno quindi disattivato i geni responsabili del funzionamento dell'orologio biologico in un gruppo di topi. In precedenza è stato osservato che i roditori privati dell’orologio circadiano tendono a sviluppare obesità, diabete, malattie epatiche e ipercolesterolemia, soprattutto se sono liberi di mangiare cibi ricchi di grassi e zuccheri.

 

Gli studiosi hanno suddiviso gli animali in due gruppi: i primi avevano accesso al cibo tutto il giorno, mentre gli altri potevano consumare la stessa quantità di calorie, ma solo durante un arco temporale di dieci ore. Al termine dell’esperimento, è emerso che i topi liberi di mangiare in qualsiasi momento erano diventati obesi ed erano stati colpiti da malattie metaboliche. Gli altri, invece, sono rimasti magri e in salute, nonostante fossero geneticamente predisposti allo sviluppo di obesità, diabete e patologie epatiche.

 

Secondo gli esperti, i risultati dell’indagine suggeriscono quindi che consumare i pasti entro una finestra temporale di dieci ore potrebbe aiutare a restare in forma e a prevenire lo sviluppo di disturbi metabolici. “Molti di noi possiedono geni difettosi che causano lo sviluppo di malattie, facendoci sentire impotenti e destinati ad ammalarci – sottolinea il dottor Panda -. La scoperta che uno stile di vita salutare possa contrastare gli effetti negativi dei geni difettosi offre nuove speranze di restare in salute”.

Foto: © Gerhard Seybert - Fotolia.com

 

 

di Nadia Comerci
Pubblicato il 06/09/2018