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West Nile Virus, come si trasmette e quali sono i sintomi

L'Italia è il Paese europeo più colpito dalla Febbre del Nilo occidentale. Al 30 agosto, come riferisce l'Ecdc, il Centro europeo per il Controllo e la prevenzione delle malattie, dei 710 contagi riferiti dai Paesi dell'Unione europea ben 327, circa la metà, sono stati riportati in Italia. Solo nell'ultima settimana, quella dal 24 al 30 agosto, ci sono stati ben 144 casi e sette decessi. Le aree in cui si sono concentrati più contagi sono quelle del Centro-Nord, Emilia-Romagna e Veneto in prevalenza, ma anche Lombardia e Piemonte.

Il virus della West Nile è trasmesso dal morso delle zanzare infette, più frequentemente quelle del tipo Culex, e appartiene alla famiglia dei Flaviviridae. La patologia è chiamata così perché il microrganismo patogeno fu isolato per la prima volta nel distretto del West Nile in Uganda nel 1937. Le zanzare non trasmettono il virus solo all'uomo ma anche agli animali, in particolare agli uccelli e agli equini. La patologia non è contagiosa da uomo a uomo mentre sono molto rari i casi di trasmissione del virus da madre a feto, con trapianti d'organo e donazioni di sangue.

I sintomi

Spesso la patologia è asintomatica. In caso contrario i sintomi più comuni sono febbre, mal di testa, dolori muscolo-articolari, nausea, linfonodi ingrossati, anche rash cutanei a volte, e durano pochi giorni, al massimo per qualche settimana. I sintomi sono più severi nelle persone anziane, nei bambini molto piccoli e nei soggetti immunocompromessi. Le conseguenze più gravi possono essere meningite ed encefalite e il decesso può sopraggiungere se il soggetto contagiato presenta altre patologie. Come riferisce l'Istituto superiore di Sanità in circa un caso su mille il virus può causare un'encefalite letale.

Dopo l’infezione il soggetto diventa immune al virus e l'immunità può persistere per tutta la vita.

Non c'è una terapia specifica per il trattamento della sintomatologia della West Nile Fever. Solo nei casi più gravi è necessario il ricovero ospedaliero durante il quale vengono somministrati fluidi intravenosi e si ricorre alla respirazione assistita.

La prevenzione

Per evitare di essere contagiati dal virus della Febbre del Nilo occidentale è bene seguire alcune precauzioni che possano proteggere dalle punture di zanzara. Ad esempio, quando si è fuori, in particolare nei luoghi in cui la concentrazione degli insetti è maggiore, è utile indossare indumenti a manica lunga e pantaloni lunghi. Il rischio di esposizione ai morsi delle zanzare si riduce anche grazie all'utilizzo di prodotti specifici come i repellenti.

A casa, invece, i consigli sono quelli di schermare le finestre con delle zanzariere e di evitare i ristagni d'acqua svuotando i vasi di piante e fiori, ad esempio.

La prevenzione poggia anche su un sistema di sorveglianza mirato alla riduzione del rischio di trasmissione anche attraverso le donazioni di sangue, di emocomponenti, di organi e tessuti, oltre che, naturalmente, attraverso le punture di zanzara.

Al momento non esiste un vaccino sebbene la comunità scientifica sia impegnata nella sua ricerca.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 05/09/2018