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Ipertensione e diabete, c'è un legame ormonale

L'aumento dei livelli di un ormone chiamato aldosterone, già associato all’insorgenza dell'ipertensione, potrebbe accrescere anche il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Journal of American Heart Association dagli scienziati dell’Ohio State University College of Medicine e del Wexner Medical Center di Columbus (Usa) diretti da Joshua J. Joseph, che afferma: “L'aldosterone è prodotto dalla ghiandola surrenale. Sappiamo da tempo che aumenta la pressione sanguigna, ma recentemente abbiamo appreso che accresce anche la resistenza all'insulina nei muscoli e che altera la secrezione dell’insulina dal pancreas. Entrambe le azioni aumentano il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, ma la domanda era in quale misura”.

 

Per scoprirlo, gli autori hanno seguito per 10 anni 1.570 persone appartenenti a diverse etnie, che avevano preso parte al  “Multi-ethnic study of atherosclerosis”. Al termine dell’indagine, hanno scoperto che i partecipanti che mostravano livelli elevati di aldosterone correvano un rischio più che doppio di sviluppare il diabete di tipo 2, rispetto ai volontari che ne avevano di meno. Questo fenomeno risultava ancor più evidente in alcune etnie: gli afroamericani con alti livelli dell’ormone presentavano un rischio quasi triplo, mentre gli americani di origine cinese avevano probabilità 10 volte maggiore di essere colpiti dal diabete di tipo 2. Secondo gli esperti, queste differenze tra i vari gruppi etnici potrebbero avere un’origine genetica oppure potrebbero dipendere da altri fattori, come una diversa sensibilità al sale. Per comprenderlo, spiegano i ricercatori, sono necessari ulteriori studi.

 

Il team annuncia che a breve condurrà una sperimentazione clinica per valutare il ruolo dell'aldosterone nel metabolismo del glucosio. Gli studiosi verificheranno gli effetti dei farmaci diretti ad abbassare i livelli dell’ormone sulla glicemia e sull'insulina, in un gruppo di soggetti afroamericani affetti da prediabete. “Sappiamo che esiste una relazione tra l’aldosterone e il diabete di tipo 2 – conclude il dottor Joseph -. Ora dobbiamo determinare i principi che guideranno l'assistenza clinica e i farmaci più adeguati per rendere le cure più efficaci”.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 28/09/2018