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21-09-2018

Pressione alta: individuati oltre 500 geni coinvolti



Identificati 535 nuovi geni coinvolti nell’ipertensione. A scoprirli è stato un team internazionale di ricercatori coordinato da Mark J. Caulfield della Queen Mary University di Londra (Regno Unito), che afferma: “Questo è il maggiore progresso compiuto fino a oggi nell’ambito della genetica della pressione sanguigna. Ora sappiamo che ci sono oltre 1.000 segnali genetici che la influenzano. Questo ci fornisce molte nuove informazioni su come i nostri organismi regolano la pressione sanguigna e offre diverse opportunità per lo sviluppo di nuovi farmaci”.


Nel corso dello studio, pubblicato su Nature Genetics, i ricercatori hanno analizzato il Dna di oltre un milione di persone. Hanno quindi esaminato questi dati insieme a quelli relativi alla loro pressione sanguigna. Dopo aver confrontato il gruppo di partecipanti che presentavano il rischio genetico più elevato di sviluppare l’ipertensione con quello che mostrava il pericolo più basso, gli scienziati sono riusciti a calcolare tutte le varianti genetiche collegate alla pressione alta. In tutto sono più di mille, e 535 non erano mai state associate all’ipertensione in precedenza.


In particolare, gli studiosi hanno identificato i geni che aumentano le probabilità di avere una pressione sanguigna più alta di circa 13 mmHg, un rischio maggiore di 3,34 volte di sviluppare l’ipertensione e un pericolo più elevato di 1,52 volte di essere colpiti da eventi cardiovascolari. La scoperta, concludono gli scienziati, potrebbe favorire lo sviluppo di nuovi farmaci e suggerisce che alcuni medicinali già esistenti, utilizzati nel trattamento di altre malattie, potrebbero aiutare a tenere sotto controllo la pressione sanguigna.

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