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Anacardi, gli aspetti nutrizionali

Per i suoi estimatori nei mix di frutta secca ce ne sono sempre troppo pochi. Sono gli anacardi, i semi di un albero tropicale originario del Brasile che crescono attaccati a un peduncolo a forma di mela allungata o di pera, anch'esso commestibile. Al naturale, dunque né tostati né salati, gli anacardi hanno un sapore delicato e sono cremosi al palato. Come gli arachidi, anche da questo tipo di frutto si può ricavare un gustoso burro, che si può facilmente preparare anche a casa.

Rispetto a quello di arachidi, il burro di anacardi conterrà meno grassi ma anche meno proteine. Il contenuto proteico in 100 grammi di anacardi è pari a 15 gr (nelle arachidi tostate è 29 gr) mentre i grassi sono 46 gr (50 gr nell'altro frutto). I carboidrati disponibili sono 33 gr mentre il contenuto di fibre non è rilevante, solo 3 gr.

I grassi e le proteine contano rispettivamente per il 69% e il 21% come fonte di energia per gli anacardi; il restante 10% è rappresentato dai carboidrati. Cento grammi di prodotto forniscono 598 calorie.

Buona fonte di rame e selenio

Come le mandorle e le nocciole anche gli anacardi hanno un buon rapporto tra grassi monoinsaturi e saturi. I principali grassi insaturi sono l'acido oleico e l'acido linoleico mentre il principale grasso saturo è l'acido stearico che, tuttavia, non sembra avere un impatto negativo sul profilo lipidico.

Tra i micronutrienti – vitamine e minerali – ci sono la niacina, la tiamina e la riboflavina, tutte vitamine del gruppo B, e la vitamina E, un potente antiossidante coinvolto nel metabolismo dei lipidi. Tra i sali minerali, invece, gli anacardi contengono molto potassio (565 milligrammi in 100 gr di prodotto), fosforo (490 mg), magnesio (260 mg) e calcio (45 mg). Importanti anche il ferro e il rame, rispettivamente con 6 mg e 2 mg.

Di rame gli anacardi sono l'alimento più ricco, non solo tra la frutta secca ma anche tra quella fresca. Questo minerale essenziale ha un ruolo determinante per il funzionamento di numerosi enzimi. Anche per quanto riguarda un altro minerale gli anacardi hanno il primato: è il selenio, presente con 12 microgrammi, in misura maggiore di altri tipi di frutta secca (i pistacchi seguono con 8 µg e le noci pecan con 6 µg). Il selenio, presente in concentrazioni molto ridotte nell'organismo, regola importanti funzioni fisiologiche, protegge le membrane cellulari e partecipa al metabolismo degli ormoni tiroidei.

Pochi dati sui benefici

I dati sugli effetti del consumo di anacardi sulla salute sono limitati. Una recente meta-analisi pubblicata su Nutrients ha indicato uno studio clinico pubblicato su American Journal of clinical nutrition nel 2017 relativo a questi aspetti. I ricercatori hanno indicato come l'apporto di una quantità di anacardi da 28 gr a 64 gr al giorno in soggetti adulti con livelli di colesterolo mediamente alti o a rischio di ipercolesterolemia fosse associato a un miglioramento del loro profilo lipidico.

In particolare, rispetto al gruppo di controllo, in questi partecipanti si è rilevata una riduzione dei valori di colesterolo totale e di colesterolo “cattivo” LDL. Ecco perché – concludono gli autori dello studio – può essere vantaggioso per il benessere sostituire uno snack ad alta concentrazione di carboidrati con una manciata di anacardi.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 16/10/2018