Logo salute24

Depressione: lo stress "conquista" spazi nel cervello

La depressione potrebbe essere associata a un aumento delle dimensioni dell’ipotalamo, l’area del cervello che controlla lo stress. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Acta Psychiatrica Scandinavica dagli scienziati dell’Universität Leipzig e del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Lipsia (Germania), secondo cui la scoperta potrebbe spiegare perché molti pazienti affetti da disturbi depressivi mostrino un aumento dei livelli del cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress”, e attraversino molto spesso periodi di tensione emotiva.

 

Gli autori spiegano che le persone predisposte allo sviluppo della depressione mostrano un malfunzionamento del sistema di risposta allo stress, chiamato “asse ipotalamo-ipofisi-surrene” (asse Hpa), che viene normalmente attivato quando ci si trova ad affrontare una situazione complicata. L’asse Hpa aumenta il rilascio del cortisolo, che facilita l’utilizzo delle energie da parte dell'organismo, in modo da renderlo pronto a fronteggiare una potenziale minaccia o una sfida. Dopo aver superato la situazione difficile, normalmente diversi meccanismi di controllo presenti nell'asse Hpa fanno in modo che il sistema ritorni a uno stato di equilibrio. Tuttavia, questo non avviene nelle persone depresse o predisposte allo sviluppo della depressione, e il malfunzionamento di questo meccanismo provoca una risposta allo stress che funziona a pieno regime, anche quando non c'è una situazione complessa da affrontare.

 

Per comprendere le origini di questo fenomeno, gli scienziati hanno reclutato 84 partecipanti, di cui 40 soffrivano di depressione (20 erano sotto terapia, mentre gli altri 20 non seguivano alcun trattamento), 21 erano affetti da disturbo bipolare, mentre gli altri 23 non presentavano problemi di salute mentale. I ricercatori hanno utilizzato questionari e interviste per valutare la gravità dei disturbi d’umore dei volontari, e li hanno sottoposti a risonanza magnetica per analizzarne la struttura cerebrale.

 

Al termine dell’indagine hanno scoperto che nelle persone affette da depressione e da disturbo bipolare le dimensioni dell'ipotalamo sinistro erano in media più grandi del 5% rispetto a quelle della stessa area cerebrale dei soggetti sani. Inoltre, è emerso che più la depressione era grave, maggiore era la grandezza dell'ipotalamo. L’impiego (o meno) dei farmaci non ha avuto alcun effetto sulle sue dimensioni. Alla luce di questi risultati, gli studiosi ritengono che la struttura cerebrale giochi un ruolo essenziale nello sviluppo dei disturbi dell’umore. Ma perché risulta più grande? Secondo Stefan Geyer, uno degli autori, dato che l’ipotalamo è più attivo nelle persone con depressione o con disturbo bipolare, è probabile che una maggiore attività possa “portare a cambiamenti strutturali e quindi a un volume maggiore dell'ipotalamo, che normalmente ha le dimensioni di una moneta da un centesimo”.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 08/10/2018