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16-10-2018

Demenze: il legame con l'inquinamento atmosferico



L’esposizione prolungata all’inquinamento atmosferico potrebbe accrescere il rischio di sviluppare una forma di demenza. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista BMJ Open da un team di ricercatori britannici diretto da Iain Carey dell’Università di Londra, secondo cui chi abita nelle aree più inquinate correrebbe un rischio più alto del 40% di andare incontro al declino cognitivo.


La ricerca è stata condotta su circa 131 mila cittadini londinesi di età compresa tra 50 e 79 anni, residenti nell'area metropolitana di Londra. I partecipanti sono stati suddivisi in cinque gruppi, in base al livello d’inquinamento del quartiere in cui abitavano. Il loro stato di salute è stato quindi monitorato per un periodo di sette anni, durante il quale 2.181 volontari hanno ricevuto una diagnosi di demenza. Al termine dell’indagine, gli studiosi hanno osservato che i soggetti che vivevano nelle aree più inquinate presentavano un rischio di demenza più elevato del 40% rispetto ai partecipanti che abitavano nei quartieri meno inquinati.


Gli autori precisano che le origini di questo fenomeno non sono chiare, ma ipotizzano che potrebbe essere dovuto al fatto che gli inquinanti atmosferici potrebbero raggiungere il cervello, favorendo la neurodegenerazione. “L'inquinamento atmosferico legato al traffico è stato collegato a un minor sviluppo cognitivo nei bambini piccoli – scrivono gli esperti -, e un'esposizione significativa continuata potrebbe produrre neuroinfiammazione e alterazioni delle risposte immunitarie innate del cervello durante l’età adulta”.