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Il colesterolo LDL è davvero "cattivo"?

Il colesterolo è considerato un nemico del cuore. Quando questa sostanza circola a elevati livelli nel sangue mette a rischio la salute del sistema cardiocircolatorio. In particolare è il colesterolo “cattivo”, ovvero il colesterolo LDL, a essere incriminato: è la sostanza che contribuisce a formare i depositi sulle pareti delle arterie rendendole meno elastiche e restringendone il lume. È l'aterosclerosi, una condizione patologica che causa trombosi, infarto e ictus.

L'associazione fra ipercolesterolemia e rischio cardiovascolare, condivisa dalle principali società scientifiche internazionali, è stata però contestata di recente da una revisione pubblicata su Expert Review of Clinical Pharmacology. I ricercatori che l'hanno firmata, già autori di diverse pubblicazioni molto critiche sulla cosiddetta ipotesi del colesterolo, sono scettici sul ruolo del colesterolo LDL e sollevano dubbi sull'efficacia del trattamento per la prevenzione delle patologie cardiovascolari a base di statine, i farmaci che abbassano il colesterolo.

No alle statine

Gli scienziati, provenienti da diversi centri di ricerca, dalla Svezia al Giappone, con questo studio esprimono il loro dissenso nei confronti di tre revisioni recentemente pubblicate che invece accostano il colesterolo LDL al rischio cardiovascolare: “L'idea che gli alti livelli di colesterolo nel sangue siano la causa principale delle malattie cardiovascolari è impossibile – si legge nello studio –  perché i soggetti con bassi livelli di colesterolo vanno incontro all'aterosclerosi così come quelli con alti livelli e il loro rischio di soffrire di malattie cardiovascolari è uguale o più alto. L'ipotesi del colesterolo è stata mantenuta in vita per decenni da autori di revisioni che hanno usato statistiche fuorvianti, escluso i risultati di trial che non hanno avuto buon esito e ignorato numerose osservazioni contraddittorie”.

Alla luce dei dati a loro disponibili, l'ipotesi che l'alto colesterolo, totale o “cattivo”, causi aterosclerosi e malattie cardiovascolari si è dimostrata falsa. Al contempo i possibili benefici degli alti valori di LDL in termini di durata della vita sono stati ignorati dagli scienziati che supportano l'ipotesi del colesterolo.

Anche il ricorso alle statine è stato contestato. L'asserzione secondo cui il trattamento con questi farmaci sia benefico – sottolineano i ricercatori – è stata sostenuta ignorando i risultati di trial clinici che hanno avuto esiti negativi e usando statistiche fallaci. La terapia a base di statine ha diversi effetti collaterali che sono stati minimizzati, aggiungono i ricercatori.

Altre cause per malattie cardiovascolari

L'argomento usato per supportare l'ipotesi del colesterolo è rifiutato dai ricercatori. È corretto dire che negli individui di giovane o mezza età il colesterolo totale o LDL predice la malattia cardiovascolare ma si tratta di un'associazione, senza rapporto di causa ed effetto. Potrebbero essere chiamati in causa altri fattori che promuovono la malattia cardiovascolare come lo stress o l'infiammazione. Lo stress, ad esempio, può aumentare il colesterolo totale perché questa sostanza è necessaria alla produzione di cortisolo e altri ormoni e lo stress può mettere a rischio il cuore innescando una serie di meccanismi che contribuiscono all'aumento della pressione e della coagulazione del sangue.

In definitiva gli autori di questa revisione critica suggeriscono ai medici di abbandonare il ricorso alle statine, o ai nuovi farmaci per abbassare il colesterolo, per gli effetti collaterali e per i benefici non certi. Piuttosto dovrebbero identificare e aggredire le vere cause delle malattie cardiovascolari.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 10/10/2018

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