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Acqua e mancanza di igiene: quasi un milione di morti all'anno nel mondo

Migliorare i servizi idrici e igienici per contrastare mortalità ed epidemie. Nel mondo sono 829 milioni le persone che perdono la vita vittime della diarrea a causa di mancanza di igiene e accesso a fonti idriche contaminate. L'Oms, Organizzazione mondiale della Sanità, è scesa in campo con nuove linee guida che puntano a una riorganizzazione dei servizi igienici e all'accesso universale a tali servizi. 

Le nuove linee guida sono anche uno strumento cruciale per il raggiungimento di alcuni Obiettivi di sviluppo del millennio. Come ricorda l'agenzia delle Nazioni unite, in 90 Paesi i progressi verso questi obiettivi sono scarsi: accesso universale e ugualitario all'acqua non contaminata, accesso per tutti a servizi igienici sicuri, con particolare attenzione ai bisogni di donne e ragazze e persone in condizioni di vulnerabilità, la fine del problema della defecazione all'aperto sono mete ancora lontane. Centrare questi obiettivi significa anche avanzare verso il raggiungimento di altri obiettivi: la riduzione della mortalità infantile e di quella materna e lo stop a epidemie incluse le patologie trasmesse attraverso l'acqua.

Sei dollari guadagnati ogni dollaro speso

Nel mondo sono 2,3 miliardi le persone che non hanno la possibilità di usufruire di servizi igienici di base e almeno la metà è costretta a defecare all'aperto. In tutto sono 4,5 miliardi gli individui che non possono accedere a bagni sicuri, collegati a un sistema fognario o a una fossa biologica per il trattamento dei rifiuti organici umani.

Servono dunque più sforzi, politiche più efficaci e maggiori investimenti per ridurre questi numeri. I benefici sarebbero notevoli. Come ricorda l'Oms, per ogni dollaro investito si stima un ritorno quasi sei volte maggiore grazie alla riduzione delle spese sanitarie, all'aumento della produttività e alla riduzione della mortalità prematura: “Miliardi di persone vivono senza poter accedere ai servizi igienici più basilari”, dice Maria Neira, direttore del Dipartimento di Salute pubblica dell'Oms.

“La trasmissione di patologie come colera, diarrea, dissenteria, epatite A, tifo e polio – continua l'esperta – è associata al contatto con acqua contaminata e con i liquami trattati in maniera inadeguata. La scarsa igiene è poi tra i maggiori fattori nella trasmissione di malattie tropicali trascurate come la stistosomiasi, il tracoma, i vermi intestinali e contribuisce anche alla malnutrizione”.

Per la salute pubblica delle comunità

Diversi Paesi hanno compiuto passi significativi per migliorare l'assetto dei loro servizi, come l'India, che punta a porre fine al problema della defecazione all'aperto e ad assicurare rapidamente servizi igienici di base a milioni di persone rapidamente, o il Senegal, in cui il governo sta collaborando con il settore privato per fornire soluzioni innovative per lo svuotamento di latrine a fossa e fosse biologiche e il trattamento dei rifiuti organici.

Secondo le nuove linee guida il sistema dei servizi igienici dovrebbe essere regolarmente integrato in un programma definito dai governi locali e sottoposto a valutazione del rischio per proteggere la salute delle comunità. Infine il settore sanitario dovrebbe investire maggiori risorse e coordinare la pianificazione dei serivizi igienici per garantire la salute pubblica.

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 05/10/2018