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Intelligenza artificiale valuta sopravvivenza neonati prematuri

L’intelligenza artificiale potrebbe aiutare a prevenire la mortalità infantile: uno strumento chiamato Pisa (Preterm infants survival assessment) sarebbe, infatti, in grado di aiutare i medici a identificare tempestivamente i fattori di rischio nei neonati prematuri. A svilupparlo è stato un gruppo di ricerca italiano, costituito dagli informatici dell’Università di Pisa coordinati da Alessio Micheli e Davide Bacciu e dai neonatologi dell’Ospedale Versilia di Viareggio diretti dal Luigi Gagliardi. Gli scienziati hanno messo lo strumento a disposizione di tutta la comunità scientifica e medica internazionale, che potrà utilizzarlo gratuitamente accedendo al sito di Pisa.

 

Nel corso dello studio che ha portato alla realizzazione di Pisa, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, i ricercatori hanno analizzato i dati di 29.557 neonati prematuri, venuti al mondo tra il 2008 e il 2016, raccolti dal Network Neonatale Italiano, un progetto che coinvolge 89 ospedali in tutta Italia. Hanno quindi utilizzato una sofisticata tecnologia basata sull’apprendimento automatico (machine learning), che consente al computer d’imparare a eseguire compiti specifici senza essere programmato per farlo, grazie al modo in cui utilizza i dati di cui dispone. “Per realizzare Pisa abbiamo preso in considerazione i dati, ovviamente anonimi, di oltre 29.000 neonati pretermine italiani - spiega il professor Alessio Micheli - e li abbiamo utilizzati per creare modelli di ‘Machine Learning’ in modo da ottenere un algoritmo di previsione più accurato di quelli attualmente in uso a livello internazionale, che sono invece basati su modelli statistici classici”.

 

Gli scienziati spiegano che l’uso di Pisa potrebbe aiutare a salvare la vita ai bimbi nati prima del tempo, permettendo d’individuare tempestivamente i fattori che potrebbero metterne a rischio la sopravvivenza. “Ogni anno in Italia nascono circa 4500 neonati molto prematuri, sotto le 30 settimane o sotto i 1500 g di peso alla nascita, e sebbene rappresentino meno dell’1% delle nascite, essi contribuiscono per più della metà della mortalità infantile in Italia e nei paesi sviluppati – osserva il dottor Luigi Gagliardi –. Pisa rappresenta quindi uno strumento importante sia per la cura dei singoli pazienti, che per aumentare la comprensione circa le cause della mortalità, per individuare terapie più efficaci, e in definitiva per migliorare la prognosi in questa popolazione fragile”.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 15/04/2019