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Stop alla produzione di tossine dei batteri, così si vince l'antibiotico-resistenza

Delle piccole molecole in soccorso degli antibiotici. Fermando la produzione di tossine, i batteri resistenti agli antibiotici verrebbero resi inoffensivi e dunque eliminati. Ecco la possibile soluzione al fenomeno della resistenza agli antibiotici che arriva dalla Case Western Reserve University di Cleveland (Stati Uniti). Quella della resistenza ai farmaci è una delle maggiori minacce alla salute pubblica, come più volte rilanciato dai principali organismi internazionali a cominciare dall'Oms, l'Organizzazione mondiale della Sanità.

Batteri resistenti e trattamenti difficili

Gli antibiotici sono dei farmaci che vengono utilizzati per la prevenzione e il trattamento delle infezioni batteriche. I medicinali sono in grado di uccidere la maggior parte dei micorganismi ma un piccolo numero, dotato naturalmente della capacità di resistere alla loro azione, riesce a sopravvivere. Nel tempo i batteri resistenti agli antibiotici si moltiplicano e si diffondono. La resistenza sta raggiungeno livelli estremamente alti in molte parti del mondo anche perché stanno emergendo nuovi meccanismi di resistenza. Pertanto è diventanto molto difficile trattare comuni patologie come la tubercolosi, la gonorrea o la polmonite. La ricerca scientifica è dunque impegnata nel tentativo di trovare delle soluzioni a questo problema.

I ricercatori dell'istituto americano hanno pubblicato su Scientific Reports uno studio che descrive una potenziale arma contro i batteri resistenti. Invece di uccidere i batteri che causano l'infezione, come comunemente si cerca di fare con gli antibiotici, il team di ricerca ha utilizzato due molecole che bloccano la formazione di tossine nei batteri. In questo modo il sistema immunitario può eliminare i germi: “Senza le tossine i batteri diventano inoffensivi. E dal momento che non servono le tossine per sopravvivere, c'è meno pressione selettiva a sviluppare la resistenza”, spiega uno degli autori idello studio Menachem Shoham.

Meno germi grazie a mix molecole e antibiotici

Le sperimentazioni sono state condotte su topi con un'infezione da Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA). Si è visto che le molecole si univano a una proteina che partecipa alla produzione delle tossine (chiamata AgrA) in diverse specie di batteri Gram-positivi, disinnescandola. Il trattamento è stato completamente efficace raggiungendo un tasso di sopravvivenza del 100% nelle cavie trattate mentre in quelle non trattate la mortalità è stata del 70%. Inoltre, si è visto che una delle due molecole rendeva gli antibiotici più potenti. Nei topi infetti, trattati con un cocktail di molecole e antibiotici, c'è stata una notevole riduzione della carica batterica nel sangue, dieci volte tanto rispetto alle cavie trattate solo con gli antibiotici. 

“Nei pazienti relativamente in salute, come ad esempio gli atleti che soffrono di un'infezione da MRSA – ipotizza il ricercatore – queste molecole potrebbero essere sufficienti per eliminare l'infezione. Per i pazienti immunocompromessi potrebbe essere opportuna la terapia che combina le molecole con una bassa dose di antibiotici. L'antibiotico da impiegare potrebbe essere uno di quelli verso cui i batteri hanno sviluppato resistenza nella monoterapia poiché le nostre molecole rafforzano l'attività di antibiotici convenzionali, come la penicillina”. Antibiotici ormai obsoleti potrebbero dunque essere impiegati nuovamente con il supporto di queste molecole: “Questo potrebbe fornire una soluzione parziale alla minaccia globale della resistenza agli antibiotici”.

Le due molecole si sono rivelate offensive nei confronti di diverse specie batteriche: “Abbiamo dimostrato l'efficacia non solo contro l'MRSA ma anche contro lo Staphylococcus epidermidis che è noto per colonizzare i cateteri, lo Streptococcus pyogenes che causa la faringite, lo Streptococcus pneumoniae e altri patogeni”, conclude l'autore dello studio.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 26/10/2018