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05-11-2018

Antrace, elaborata nuova strategia di cura



Individuato il modo di combattere l’antrace: impedire all'agente patogeno che la provoca, il Bacillus anthracis, di assorbire il ferro, che risulta essenziale per la sua sopravvivenza. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Angewandte Chemie dai ricercatori della Technischer Universität München di Frisinga (Germania).


Il batterio responsabile dell'antrace può essere curato con gli antibiotici, ma la tossina che rilascia nell'organismo è molto pericolosa e, se l'infezione viene riconosciuta troppo tardi, può essere letale. Per sopravvivere e diffondersi nell’organismo l'agente patogeno necessita del ferro, ma nei fluidi corporei il minerale è strettamente legato alle proteine ​​e, quindi, non è facilmente disponibile. Pertanto, per ottenerlo il Bacillus anthracis rilascia due molecole chiamate siderofori, la bacillibactina e la petrobactina, che sono capaci di rimuovere il ferro dalle proteine. Per impedirlo, il sistema immunitario umano utilizza una proteina che circola nel sangue, definita siderocalina, che generalmente rimuove i siderofori attraverso i reni. Ma in questo caso, la siderocalina è efficace nel legarsi alla bacillibactina, mentre la petrobactina riesce a eludere la sua azione.


Gli scienziati hanno quindi scoperto il modo di disabilitare la petrobactina, inibendo così la capacità dell'agente patogeno di riprodursi. Nello specifico, sono riusciti a riprogrammare la siderocalina, in modo che riesca a legarsi e a rimuovere la petrocalina. Questa strategia finisce per neutralizzare il Bacillus anthracis, che senza ferro diventa incapace di diffondersi e di sopravvivere.