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29-10-2018

I segreti dell'intestino in un chip



Per la prima volta è stato utilizzato un organo su chip per studiare lo sviluppo di una malattia. Gli scienziati dell’Università del Texas di Austin hanno infatti realizzato un intestino su chip per osservare cosa succede quando si verifica un’infiammazione. Nel corso della ricerca, pubblicata su Pnas, gli esperti hanno anche indagato gli effetti dei probiotici su un intestino malato, scoprendo che potrebbero essere nocivi.


Finora gli organi su chip - microchip in cui sono state inserite cellule umane viventi allo scopo di simulare veri e propri organi, come cuore, polmoni, reni ma anche midollo osseo – sono stati utilizzati come modelli accurati della funzionalità degli organi in un ambiente controllato. Questa è la prima volta che è stato sviluppato un organo su chip malato per indagare come si sviluppa una patologia nel corpo umano - in questo caso l'infiammazione intestinale.


La sperimentazione ha confermato che la malattia è dovuta alla compromissione della barriera intestinale. Inoltre, ha evidenziato che l’assunzione regolare dei probiotici - batteri ritenuti benefici per la salute dell'intestino, presenti in integratori e in alimenti come lo yogurt - potrebbe essere dannosa in caso d’infiammazione intestinale. I ricercatori hanno infatti scoperto che gli effetti positivi dei probiotici dipendono dalla vitalità dell'epitelio – il tessuto che riveste l’intestino e che funziona come una barriera contro la fuoriuscita di liquidi o di batteri.


“Una volta che la barriera dell'intestino è stata danneggiata, i probiotici possono essere dannosi proprio come qualsiasi altro batterio che penetra nel corpo umano attraverso la barriera intestinale danneggiata – spiega Woojung Shin, che ha diretto lo studio -. Quando la barriera dell'intestino è sana, i probiotici sono utili, ma quand’è compromessa possono causare più danni che benefici”.