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Come l'alcol "corrompe" il cervello

L'alcol interferisce a livello molecolare con il processo di formazione della memoria e fa riemergere un forte desiderio di bere. Come tutte le altre sostanze da cui si può diventare dipendenti, anche l'alcol modula l'espressione dei geni associati al sistema della ricompensa – ovvero quel circuito cerebrale che porta a ripagare un'azione con il piacere – alterando il comportamento. Ma cosa succede nel cervello? È quanto ha cercato di indagare un team di ricercatori in uno studio pubblicato su Neuron. Le evidenze scientifiche ricavate dalla ricerca possono essere utili allo studio della dipendenza e del disturbo da abuso di sostanze alcoliche, spiegano i suoi autori.

Dopamina e ricompensa

La ricerca è stata condotta sui moscerini della frutta. Questi insetti hanno infatti solo 100 mila neuroni (a fronte dei 100 miliardi dell'uomo). Questa ridotta disponibilità di cellule, unita alla possibilità di ricorrere a degli strumenti con cui manipolare l'attività neuronale a livello molecolare, rende questi insetti un buon modello per la ricerca. Il team di scienziati è ricorso proprio a uno di questi strumenti per spegnere in modo selettivo dei geni mentre i moscerini erano addestrati a trovare l'alcol. In questo modo era possibile vedere quali proteine erano necessarie per portare avanti questo comportamento mediato dalla ricompensa. Una di queste è la proteina Notch, il primo tassello dei circuiti di segnalazione coinvolti nello sviluppo embrionale, del cervello e della funzione cerebrale negli uomini e negli altri animali.

I circuiti di segnalazione molecolare funzionano secondo una sorta di effetto domino. E nel circuito neuronale influenzato dall'alcol una delle tessere del domino è un gene, il recettore della dopamina D2, che codifica una proteina sui neuroni che riconoscono la dopamina, il cosiddetto neurotrasmettitore del benessere. “Questo recettore – spiega la ricercatrice Emily Petruccelli – è notoriamente coinvolto nella codificazione di un tipo di memoria piacevole o avversa”.

Nel caso del circuito della ricompensa associato al consumo di alcol, l'effetto domino indotto dalla segnalazione molecolare non accendeva o spegneva il gene del recettore della dopamina, né faceva aumentare o diminuire la quantità di proteina prodotta. Aveva un effetto più subdolo: cambiava la versione della proteina.

Capire perché si diventa dipendenti

Questo è quindi il circuito mnemonico su cui agisce il consumo di alcol per risvegliare il desiderio di bere. Quando si sta cercando di uscire da una dipendenza da sostanze c'è un alto rischio di ricadere nel consumo. Ecco perché è importante osservare il modo in cui l'alcol agisce a livello cerebrale: “Ciò che voglio capire è perché le sostanze di abuso possono produrre un circuito mnemonico di ricompensa quando sono in realtà delle neurotossine. Tutte queste sostanze – alcol, oppiacei, cocaina, metanfetatina – hanno una serie di effetti avversi, quindi perché le consideriamo appaganti? Perché ci ricordiamo degli aspetti positivi che riguardano il loro consumo e non di quelli negativi?”, sottolinea la ricercatrice Karla Kaun della Brown University.

Il team di ricerca sta portando avanti degli studi su campioni di DNA di pazienti con disturbi da abuso di alcol per vedere se ci sono le stesse variazioni genetiche scoperte nei moscerini: “Se così fosse, basterebbe un bicchiere di vino per attivare il circuito mnemonico che torna però al suo stato normale nel giro di un'ora. Con tre bicchieri, con una pausa di un'ora nel mezzo, il circuito non ritorna normale dopo 24 ore. Pensiamo che questa persistenza sia probabilmente ciò che cambia l'espressione dei geni nei circuiti della memoria”, conclude Kaun.

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 08/11/2018