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16-11-2018

Sangue: biopsia liquida per diagnosticare i tumori



Un nuovo test del sangue che combina biopsia liquida, alterazioni epigenetiche e apprendimento automatico potrebbe rilevare la presenza del cancro ai primi stadi. Inoltre, sarebbe in grado d’identificare quale organo è stato colpito dal tumore. Lo rivela uno studio pubblicato su Nature dai ricercatori della University Health Network di Toronto (Canada), secondo cui l’esame diagnostico permetterebbe d’individuare la malattia molto prima che si presentino i sintomi.


Per realizzare la nuova biopsia liquida - un prelievo di sangue venoso sul quale possono essere eseguite analisi molecolari quando non è possibile disporre di tessuto tumorale -, gli scienziati hanno confrontato 300 campioni di sangue prelevati da persone affette da sette diverse forme di cancro - polmone, pancreas, colon-retto, mammella, vescica, rene e leucemia -, con campioni ematici prelevati da donatori sani. Si sono quindi concentrati sulle alterazioni epigenetiche invece che sulle mutazioni dei geni, riuscendo a identificare migliaia di modifiche uniche per ogni tipo di cancro.


Successivamente, utilizzando un approccio basato sui big data, hanno applicato un programma di apprendimento automatico per creare classificatori in grado d’identificare la presenza di Dna associato al cancro all'interno dei campioni di sangue, e di determinare di quale tipo di tumore si tratti. Infine, hanno ampliato la ricerca fino a riuscire a profilare e ad abbinare con successo oltre 700 campioni di tumore e di sangue provenienti da più tipi di cancro. Il passo successivo, spiegano gli esperti, consisterà nel testare l’esame sui campioni di sangue – raccolti da ampi studi sulla salute della popolazione che sono in corso in diversi paesi - prelevati mesi prima della diagnosi del cancro.