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Carboidrati contro grassi: quali ridurre di più?

Per perdere peso e restare in forma, è meglio una dieta a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di carboidrati, oppure una dieta ricca di grassi e povera di carboidrati? Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science dai ricercatori statunitensi dell’Harvard Medical School di Boston, dell’Ohio State University di Columbus e del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle non ci sarebbe una risposta universalmente valida: nessun rapporto specifico tra grassi e carboidrati può essere ritenuto migliore per tutti.  Ma si può affermare che una dieta di alta qualità che preveda un basso contenuto di zuccheri e di cereali raffinati potrebbe aiutare la maggior parte delle persone a mantenere un peso sano e a correre un minor rischio di sviluppare malattie croniche.

 

Per giungere a queste conclusioni David Ludwig, che ha diretto la ricerca, ha messo insieme un team di scienziati che avevano competenze ed esperienze differenti, allo scopo d’identificare il regime alimentare più adatto per dimagrire e per restare in forma. Gli autori hanno quindi esaminato le prove a supporto di tre posizioni contrastanti sul miglior rapporto tra grassi e carboidrati nella dieta:

- la prima sostiene che l'elevato consumo di grassi causi obesità, diabete, malattie cardiache e probabilmente cancro; pertanto le diete a basso contenuto di grassi sarebbero ottimali;

- la seconda afferma, invece, che i carboidrati trasformati abbiano effetti negativi sul metabolismo; pertanto i regimi alimentari chetogenici - ricchi di grassi e poveri di carboidrati - sarebbero i migliori per la salute;

- infine, la terza reputa che la quantità relativa di grassi e carboidrati nella dieta abbia poco significato per la salute: l'importante è il tipo di grassi o di carboidrati consumati.

 

Al termine dell’analisi, gli scienziati hanno trovato un accordo sull’idea che a contare sia la qualità della dieta. In particolare, ritengono che sostituire i grassi saturi o trans con quelli insaturi e i carboidrati raffinati con i cereali integrali e le verdure non amidacee, possa aiutare la maggior parte delle persone a restare in salute, seguendo un’alimentazione che rientri in un'ampia gamma di rapporti tra grassi e carboidrati. “Questo è un modello per superare la guerra tra le diverse diete - spiega il dottor Ludwig -. Il nostro obiettivo era quello di riunire un team con diverse aree di competenza e punti di vista contrastanti e d’identificare le aree di accordo senza ignorare le differenze”.

 

Gli autori hanno anche identificato un elenco di domande che meritano ancora una risposta e che potrebbero costituire la base di un nuovo programma di ricerca sulla nutrizione:

- le diete con vari rapporti tra carboidrati e grassi influiscono sulla composizione corporea (rapporto tra grasso e tessuto magro) indipendentemente dall'apporto calorico?

 - Le diete chetogeniche offrono benefici metabolici, con particolare riferimento al diabete?

- Quali sono le quantità ottimali degli specifici tipi di grassi (compresi i grassi saturi) in una dieta a basso contenuto di carboidrati?

Trovare le risposte a queste domande, concludono i ricercatori, consentirà di elaborare raccomandazioni nutrizionali più efficaci.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 06/12/2018