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Colesterolo basso, protegge dall'Alzheimer?

Gli stessi fattore genetici che aumentano le probabilità di soffrire d’ipercolesterolemia, potrebbero predisporre anche all’insorgenza dell’Alzheimer. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Acta Neuropathologica da un gruppo di ricerca internazionale diretto da Iris J. Broce-Diaz dell’Università della California di San Francisco (Usa), secondo cui mantenere bassi i livelli di colesterolo nel sangue, tramite la dieta o i farmaci, potrebbe quindi prevenire il rischio di sviluppare la demenza.

 

Nel corso dell’indagine, gli scienziati hanno analizzato il genoma di oltre 1,5 milioni di individui per individuare le varianti genetiche associate al rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e Alzheimer. Hanno utilizzato, in particolare, avanzate tecniche statistiche per combinare i risultati di cinque studi di associazione genome-wide (genome-wide association study), che consentono di effettuare una ricerca dei marcatori all’interno del Dna di molti individui, per identificare le mutazioni genetiche associate a una particolare malattia.

 

Al termine dell’analisi, gli studiosi hanno identificato 90 aree del genoma in cui specifiche varianti del Dna hanno aumentato la probabilità combinata dei pazienti di sviluppare l’Alzheimer e di soffrire di livelli elevati di colesterolo e trigliceridi nel sangue - che rappresentano fattori di rischio comuni per le malattie cardiovascolari. In particolare, sei di queste 90 regioni mostravano effetti molto forti sull'Alzheimer e sui livelli di colesterolo, compresi diversi geni che non erano mai stati collegati al rischio di demenza. Questi includevano diversi siti all'interno della regione CELF1/MTCH2/SPI1 sul cromosoma 11, che erano stati precedentemente collegati al sistema immunitario.

 

Secondo gli esperti si tratta di una scoperta rilevante, perché suggerisce che nelle persone dotate di queste varianti genetiche, modificare i livelli di colesterolo nel sangue – attraverso l’assunzione di farmaci o seguendo un’alimentazione corretta - potrebbe forse rallentare o prevenire lo sviluppo dell’Alzheimer. “Questi risultati suggeriscono che l'Alzheimer e le malattie cardiovascolari potrebbero essere entrambi influenzati da difetti genetici che compromettono la capacità del corpo di trattare correttamente i lipidi – spiega la dottoressa Broce-Diaz -. Si tratta di una scoperta eccitante, perché sappiamo che i livelli di colesterolo e di altri lipidi nel sangue sono altamente modificabili attraverso i cambiamenti nella dieta o con i farmaci. Ciò significa che potremmo essere in grado di aiutare a ritardare o addirittura a prevenire l'insorgenza dell’Alzheimer in questi pazienti, anche se avremo bisogno di più dati prima di poterlo affermare con certezza”.

 

Foto: © freshidea - Fotolia.com

 

di Nadia Comerci
Pubblicato il 18/12/2018

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