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Tra i Paesi pù in salute nel mondo l'Italia è al 39° posto

Singapore, Lussemburgo, Giappone. È il podio delle nazioni più in salute nel mondo secondo il Legatum Prosperity Index, un indice che misura il progresso di 149 Stati in diverse aree, dall'istruzione all'economia all'ambiente. I Paesi più prosperi in generale sono Norvegia, Nuova Zelanda e Finlandia. L'Italia occupa la posizione numero 39 per quanto riguarda l'area della salute mentre nella classifica complessiva si trova qualche gradino più su, alla 34ma posizione.

Benessere, infrastrutture e prevenzione

Il progresso di una nazione dipende anche dallo stato di salute dei propri abitanti. Per una nazione che vuole essere prospera – si legge nel report – i cittadini devono godere di buona salute, fisica e mentale, e devono poter accedere a infrastrutture sanitarie efficienti. Uno stato di salute precario impedisce inoltre ai cittadini di esprimere in pieno e al meglio il loro potenziale.

Il livello della salute mondiale è cresciuto di molto all'inizio dello scorso decennio – spiegano gli esperti – mentre ora comincia a essere stazionario. Il pilastro della salute misura la performance di un Paese in tre aree: la salute fisica e mentale, le infrastrutture sanitarie, i servizi per la prevenzione

Questa è la top ten:

- Singapore
- Lussemburgo
- Giappone
- Svizzera
- Qatar
- Austria
- Svezia
- Norvegia
- Hong Kong
- Emirati Arabi.

All'estremo opposto ci sono (partendo dal basso) Repubblica Centraficana, Ciad, Guinea, Madagascar e Benin. Prima dell'Italia (39° posto) ci sono la Spagna (22°), la Germania (24°), il Regno Unito (26°) e gli Stati Uniti (35°). Tra le aree continentali è l'Europa occidentale a trovarsi al primo posto seguita dall'America del Nord.

Nel lungo periodo i guadagni in termini di incremento dell'aspettativa di vita e di possibilità di accedere ai servizi igienici di base sono stati controbilanciati dall'aumento dell'incidenza dei problemi di salute. Proprio l'America settentrionale ha fatto segnare i migliori risultati relativamente al numero di persone che riferiscono tali problemi a differenza dell'Europa occidentale dove però è stato rilevato un miglioramento del benessere psichico.

Tra gli indicatori considerati dagli analisti ci sono l'aspettativa di vita, il tasso di mortalità, la percezione dei problemi di salute, la soddisfazione delle persone nei confronti del sistema sanitario, la qualità dei servizi igienici, il tasso di vaccinazione per la difterite e per il morbillo, il tasso di diabete negli adulti e il tasso di obesità, gli anni in buona salute persi per la tubercolosi.

Una misura della prosperità oltre il reddito

La Legatum Foundation pubblica il report dal 2007. L'indice valuta le variazioni della prosperità globale lungo alcune direttrici del progresso. Nell'edizione del 2018 è stato rilevato un aumento della prosperità rispetto all'anno precedente che le ha permesso di toccare il punto più alto mai raggiunto. In particolare il Legatum Prosperity Index misura l'impegno dei singoli Paesi nella promozione della prosperità dei propri cittadini, una condizione che riflette sia la ricchezza che il benessere individuale ma oltre la semplice agiatezza economica misurata con parametri come il reddito pro-capite. Il punto di vista dal quale si osserva il successo di un Paese è diverso e tiene in considerazione più che quello che un Paese ha ciò che sta diventando.

I pilastri sui quali vengono valutati gli sforzi dei Paesi sono otto: economia, contesto imprenditoriale, governance, istruzione, sicurezza, libertà personale, capitale sociale, ambiente e salute. A ogni pilastro viene assegnato un punteggio basato sulla performance rispetto a singoli indicatori.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 29/11/2018