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Tumore della pelle, non basta l'ispezione visiva

Da sola l'ispezione visiva delle lesioni cutanee sospette non può garantire la diagnosi accurata dei tumori epidermici. Lo sostiene una ricerca pubblicata sulla rivista Cochrane Library dagli scienziati del Cochrane Skin Group e da altri 30 esperti diretti da Jacqueline Dinnes dell'Università di Birmingham (Regno Unito), che afferma: “L’identificazione precoce e accurata di tutti i tipi di cancro della pelle è essenziale per gestire la malattia e per migliorare i tassi di sopravvivenza nelle persone affette da melanoma, soprattutto se si considera l’aumento della diffusione dei tumori epidermici. La natura visiva del cancro della pelle indica che può essere rilevato e trattato in molti modi diversi e da un numero differente di specialisti, pertanto l'obiettivo di questo lavoro è quello di fornire la migliore prova al mondo di come questo tipo di cancro endemico dovrebbe essere identificato e trattato”.

 

Esistono tre forme principali di cancro della pelle: il melanoma, il carcinoma cutaneo a cellule squamose (Cscc) e il basalioma o carcinoma basocellulare (Bcc). I primi due sono considerati “ad alto rischio” e hanno la capacità di diffondersi e di provocare il decesso del paziente. Il basalioma, invece, tende raramente a diffondersi e di solito resta localizzato, ma può infiltrarsi e danneggiare i tessuti circostanti.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno esaminato i risultati di 19 studi che avevano analizzato complessivamente 2.838 lesioni cutanee, compresi 658 casi di melanoma. In particolare, hanno valutato l'accuratezza dei diversi test diagnostici utilizzati per identificare la presenza dei tumori delle pelle. L’indagine ha dimostrato che l'ispezione visiva, condotta a occhio nudo, non è in grado da sola di fornire una diagnosi accurata: potrebbe non essere capace d’identificare il melanoma. Ma anche le applicazioni per smartphone presentano un'elevata probabilità di non riuscire a riconoscere il melanoma.

 

L’impiego, da parte di personale specialistico, della dermatoscopia - una tecnica che prevede l’utilizzo di uno strumento ottico (dermatoscopio) che fornisce ingrandimenti della lesione e della zona sottocutanea – risulta più efficace nella diagnosi del melanoma rispetto all'ispezione visiva e può favorire anche l’identificazione del basalioma. Inoltre, l’uso del dermatoscopio potrebbe aiutare i medici di medicina generale a riconoscere le persone con lesioni sospette da indirizzare a uno specialista. Tuttavia, gli scienziati osservano che l’impiego della dermatoscopia nell'assistenza primaria non è stato ampiamente valutato, pertanto ritengono che siano necessarie ricerche più specifiche per valutarne definitivamente l’efficacia.

 

Gli scienziati ritengono che la teledermatologia - la valutazione specialistica a distanza di lesioni cutanee mediante immagini dermoscopiche e fotografie - rappresenti un buon metodo per aiutare i medici di famiglia a stabilire quali lesioni cutanee devono essere viste da uno specialista, ma anche in questo caso servirebbero ulteriori studi per giudicarne la validità, che dovrebbero anche essere progettati meglio.

 

Il team sottolinea che le tecniche d’intelligenza artificiale, come i sistemi di diagnosi assistita dal computer, sono in grado d’identificare più melanomi rispetto alla dermatoscopia. Tuttavia, forniscono anche più falsi positivi, per cui potrebbero favorire l’aumento degli interventi chirurgici non necessari.

 

Gli studiosi reputano che servano ulteriori ricerche sull'uso di test specialistici come la microscopia confocale a riflettanza (Rcm), una tecnica di imaging non invasiva, che consente al medico di eseguire una "biopsia virtuale" della pelle e ottenere indizi diagnostici, riducendo al minimo le biopsie cutanee non necessarie. Anche se questo metodo non è ancora molto diffuso, le evidenze scientifiche a disposizione suggeriscono che potrebbe essere migliore della dermatoscopia per la diagnosi del melanoma nelle lesioni difficili da diagnosticare.

 

Infine, gli studiosi ritengono che altri test, come l'uso di ultrasuoni ad alta frequenza, appaiono promettenti, soprattutto per la diagnosi del basalioma, ma gli studi sull’argomento sono troppo pochi. Per cui servono ulteriori ricerche per valutarne l’accuratezza.

 

Foto: © bertys30 - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 14/12/2018

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