Logo salute24

Demenza, 44 milioni di casi nel mondo

Un aumento di oltre il 100%. Dal 1990 al 2016 i casi di demenza nel mondo sono cresciuti in maniera significativa sfiorando quota 44 milioni dai poco più dei 20 milioni di 26 anni prima. Questa condizione patologica è sempre più prevalente ed è ormai la quinta causa di mortalità. La demenza rappresenta una questione rilevante per la sanità pubblica di tutti i Paesi anche alla luce delle previsioni per gli anni a venire, con di una popolazione mondiale sempre più numerosa e sempre più anziana. Nel 2050 l'insieme di casi di demenza sono stimati a circa 100 milioni. Se non ci saranno importanti avanzamenti nella diagnosi, nella prevenzione e nelle terapie, il carico di questa condizione sui sistemi di assistenza sanitaria sarà ancora enorme.

I numeri arrivano dall'analisi derivata dal Global Burden of Diseases 2016 dedicata alla malattia di Alzheimer e alle altre forme di demenza. Il report, redatto da un gruppo di accademici guidato dal National Research University Higher School of Economics di Mosca (Russia), è stato pubblicato su Lancet Neurology.

Donne più colpite

I dati, relativi alla prevalenza, alla mortalità e al numero di anni di vita persi per mortalità prematura e quelli di vita produttiva persi per demenza, riguardano 195 tra Paesi e territori. Nel 2016 i casi di Alzheimer e altri tipi di demenza sono stati individuati in 43,8 milioni mentre nel 1990 erano 20,2. L'incremento è stato del 117%. La demenza si conferma come una condizione più femminile, con 27 milioni di donne colpite contro i 18,8 milioni di uomini. L'insieme di individui con demenza in Italia è pari a 1.370.308.

La prevalenza standardizzata per età – una misura della prevalenza che la popolazione avrebbe se la sua composizione per età fosse rimasta identica – è stata invece fissata a 1,7%, da 701 a 712 casi ogni 100 mila individui rispettivamente nel '90 e nel 2016. Pertanto, nel corso di quasi trent'anni, se questo dato è rimasto grosso modo stabile, dal momento che la popolazione mondiale è cresciuta ed è invecchiata, il numero generale di persone con demenza è più che raddoppiato, con grandi conseguenze sulle famiglie, le comunità e i sistemi sanitari.

Anche la tendenza della mortalità per demenza è stata tracciata al rialzo. Il numero dei decessi è infatti cresciuto del 148% tra il 1990 e il 2016. Dopo infarto, broncopneumopatia cronico-ostruttiva, emorragia cerebrale e ictus ischemico, la demenza è la quinta causa di morte nel mondo, responsabile del 4,4% dei decessi totali pari a 2,4 milioni di decessi. Negli over 70, invece, sale al secondo posto dopo l'infarto (poco meno di 9 decessi su 100 attribuibili a questa condizione). Anche la mortalità ha una preferenza per il genere femminile, anche standardizzando il dato per età, una prova del fatto che la predilezione di genere non è semplicemente dovuta alla maggiore longevità delle donne.

Prevenzione e stili di vita

L'impatto della demenza è stato misurato anche con il numero di anni di vita persi prematuramente o di vita produttiva persi per disabilità. La stima per il 2016 è stata di 28,8 milioni e di questi 6,4 milioni di anni potrebbero essere attribuiti a quattro fattori di rischio modificabili correlati con l'insorgenza della demenza: alto Indice di massa corporea, alta glicemia a digiuno, dipendenza da fumo di sigaretta e dieta con alto consumo di bevande zuccherate.

L'ambito della prevenzione della demenza relativa agli stili di vita è ancora un campo non completamente esplorato. Le difficoltà a identificare con cura gli individui nelle fasi di esordio precocissimo della patologia, anche 20-30 anni prima della diagnosi, complica lo studio dei fattori di rischio, spiegano gli esperti. Pertanto non ci sono ancora linee guida internazionali ufficiali per la prevenzione della demenza sulla scorta di stili di vita virtuosi. Senza conquiste scientifiche decisive, nel campo della prevenzione e delle terapia, e con trattamenti ancora non in grado di modificare la patologia, il carico della demenza è destinato a crescere ulteriormente, anche a fronte delle tendenze demografiche della popolazione mondiale.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 17/12/2018

potrebbe interessarti anche: