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24-12-2018

Battito di ciglia? È un mettere in pausa la conversazione



Anche se può sembrare un'attività inconscia, il battito delle ciglia potrebbe rappresentare un modo di comunicare. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Plos One dai ricercatori del Max Planck Institute for Psycholinguistics di Nijmegen (Paesi Bassi), secondo cui durante le conversazioni le persone, pur non rendendosene conto, percepirebbero la chiusura delle palpebre come un segnale non verbale.


Gli autori sono partiti dalla constatazione che gli individui sbattono le ciglia circa 13.500 volte al giorno, ossia molto più frequentemente di quanto sarebbe necessario per lubrificare i bulbi oculari. Inoltre, alcune indagini hanno rilevato che i battiti di ciglia si verificano spesso durante le pause naturali nella conversazione. Pertanto, gli studiosi olandesi hanno deciso di verificare se quest’attività possa agire come un feedback colloquiale, proprio come potrebbe esserlo annuire con la testa. Hanno quindi sviluppato un set sperimentale basato sulla realtà virtuale in cui un gruppo di volontari ha parlato con un avatar che si comportava da “ascoltatore virtuale”. I volontari hanno risposto a domande tipo:  “Com’è stato il tuo weekend?”, mentre i ricercatori controllavano le reazioni non verbali dell'avatar, usando battiti di ciglia brevi o lunghi, che duravano comunque meno di un secondo.


L’esperimento ha dimostrato che i soggetti percepivano la sottile differenza tra battiti di ciglia brevi e lunghi, e che quelli più duraturi suscitavano nei partecipanti la tendenza a rispondere in modo più conciso. Eppure, nessuno dei volontari ha riferito di aver notato variazioni nel battito delle ciglia dell'avatar. Secondo gli autori, questo suggerisce che i soggetti hanno raccolto inconsciamente i diversi indizi. Di conseguenza, gli esperti ritengono che chiudere le palpebre possa costituire un tipo di comunicazione non verbale nelle comunicazioni faccia a faccia, e che la scoperta potrebbe migliorare la comprensione del modo in cui gli esseri umani esprimono le proprie sensazioni.