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Licopene, acidi grassi e vitamine per un cervello che resiste all'invecchiamento

L’elevata presenza nel sangue di alcuni nutrienti essenziali, come licopene, acidi grassi, carotenoidi e vitamine, potrebbe rendere le connessioni cerebrali più efficienti e aiutare il cervello a restare giovane. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista NeuroImage dai ricercatori dell'Università dell’Illinois di Urbana-Champaign (Usa), che hanno esaminato gli effetti di 32 sostanze nutritive sulle performance cognitive.

 

Gli scienziati hanno sottoposto a risonanza magnetica e ad analisi del sangue 116 individui sani di età compresa tra 65 e 75 anni, che sono anche stati invitati a svolgere alcuni test cognitivi. Nei campioni di fluido ematico gli studiosi hanno cercato alcuni biomarcatori che indicano la presenza di acidi grassi omega-3 (contenuti in pesce, frutta secca e verdure crucifere), acidi grassi omega-6 (presenti in semi di lino, semi di zucca, pinoli e pistacchi), licopene (un pigmento rosso che si trova in pomodori, anguria e altri vegetali), alfa e beta-carotenoidi (che conferiscono a patate dolci e carote il loro caratteristico colore arancione) e vitamine B e D. Inoltre, gli esperti hanno utilizzato le scansioni cerebrali per valutare l'efficienza delle singole reti encefaliche dei partecipanti.

 

“Ci siamo chiesti se la dieta fosse associata a un invecchiamento cerebrale sano - spiega Aron K. Barbey, che ha coordinato lo studio -. E invece di dedurre lo stato di salute del cervello da un test cognitivo, abbiamo esaminato direttamente l’encefalo usando l'imaging cerebrale ad alta risoluzione. L'efficienza si riferisce al modo in cui le informazioni vengono comunicate all'interno delle reti cerebrali. Abbiamo esaminato ‘l'efficienza locale’, che indica la misura in cui l'informazione è condivisa all'interno di un insieme spazialmente ristretto di regioni cerebrali, e ‘l'efficienza globale’, che riflette il numero di passaggi necessari per trasferire le informazioni da una regione a un'altra all’interno della rete. Se la rete è configurata in modo efficiente, dovrebbe essere più semplice, in media, accedere alle informazioni pertinenti e quest'attività dovrebbe richiedere meno tempo”.

 

Al termine dell’indagine, gli esperti hanno rilevato un’associazione significativa tra prestazioni cognitive migliori e la presenza nel sangue di livelli elevati dei biomarcatori di acidi grassi omega-3 e omega-6, carotenoidi, licopene, riboflavina, acido folico, vitamina B12 e vitamina D. Inoltre, hanno scoperto che quantità maggiori di omega-3, omega-6 e carotenoidi erano collegate a una migliore efficienza funzionale delle reti cerebrali. Successivamente, per verificare l’influenza dei nutrienti nel lungo periodo, i ricercatori hanno invitato 40 volontari a partecipare a una seconda analisi, circa due anni dopo i primi test. Hanno così scoperto che gli effetti benefici persistevano nel tempo. “Il nostro studio suggerisce che la dieta modera l'associazione tra l'efficienza delle reti cerebrali e le prestazioni cognitive - conclude il dottor Barbey -. Ciò significa che la forza del legame tra l'efficienza funzionale della rete cerebrale e le prestazioni cognitive risula collegata al livello dei nutrienti”.

 

Foto: © alex9500 - Fotolia.com

 

di Nadia Comerci
Pubblicato il 08/01/2019