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Influenza, coperture vaccinali insufficienti in tutti i Paesi europei

Pochi vaccinati contro l'influenza. In Europa, nelle ultime tre stagioni influenzali, non è stata raggiunta la copertura vaccinale del 75% nei gruppi più vulnerabili. Nessun Paese, Italia compresa, ha centrato l'obiettivo, fa sapere l'Ecdc, il Centro europeo per la Prevenzione e il controllo delle malattie. Solo pochissimi Stati si sono avvicinati a questa soglia fissata dall'Unione europea proprio per proteggere gli individui più esposti a rischi di complicanze, dagli anziani ai malati cronici, e per minimizzare i costi per la sanità.

“I risultati di questa rilevazione – spiega Pasi Penttinen, a capo del programma dell'Ecdc dedicato all'influenza stagionale – hanno indicato che il raggiungimento di alti tassi di copertura vaccinale per i soggetti particolarmente a rischio di severe complicanze rimane un'importante sfida ancora aperta per la sanità pubblica”. Se non si colma questo gap anche nella stagione in corso, il carico atteso sui sistemi sanitari dei Paesi membri sarà ugualmente rilevante.

In Italia vaccini a un over 65 su due

La vaccinazione rimane la misura più efficace con cui il servizio sanitario affronta l'epidemia influenzale. I vaccini, inoculati per tempo, contribuiscono infatti a prevenire la patologia o a mitigarne le conseguenze. Il successo dell'attuazione dei programmi di vaccinazione è rivelato dai tassi di copertura vaccinale nei gruppi a rischio. Questi sono definiti in accordo con l'Organizzazione mondiale per la Salute e sono gli anziani (over 65 in moltissimi Stati ma anche adulti di età inferiore, ad esempio over 50 in Belgio) e gli individui con almeno sei mesi di età con condizioni mediche croniche.

Diciannove Paesi hanno fornito i tassi della copertura vaccinale delle stagioni 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018. Per quanto riguarda gli adulti, ad esempio nel 2016-17, solo Scozia, Irlanda del Nord e Inghilterra superano il 70%; l'Italia si ferma al 52%, di poco più su Spagna (55,5%) e Portogallo (60%). Tra i malati cronici le percentuali vanno da poco meno del 25% della Repubblica Ceca al 57% dell'Irlanda del Nord (per l'Italia i dati non sono disponibili).

Nei vari Paesi i gruppi target sono diversi e includono, ad esempio, anche le donne in gravidanza, i lungodegenti, i lavoratori nel settore sanitario e le forze dell'ordine. Sempre nel 2016-17, nel Regno Unito si sono raggiunti discreti tassi di copertura per le donne incinte (come il 44,9% dell'Inghilterra) mentre altrove sono stati molto bassi (1,7% in Italia, 2,9% in Romania). Più alti i livelli per i lavoratori di ospedali e centri di cura.

In Italia è possibile vaccinarsi da metà ottobre fino a fine dicembre e il vaccino è raccomandato a diverse categorie: over 65; malati cronici (con patologie, ad esempio, a carico del sistema cardio-circolatorio, dell'apparato respiratorio, dei reni, e i malati oncologici); donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza all’inizio della stagione epidemica; bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di contagio; lungodegenti; familiari e contatti di persone a rischio complicanze; lavoratori addetti a servizi pubblici di primario interesse per la collettività; lavoratori del settore zootecnico; medici e personale sanitario; donatori di sangue.

Nuovi vaccini

Gli esperti dell'organizzazione europea hanno rilevato anche alcune novità positive nell'azione a difesa della popolazione da parte dei Paesi membri. La metà degli Stati ha riferito un aumento nell'uso dei vaccini di ultima generazione, che hanno fornito una maggiore protezione contro più virus influenzali nella stagione 2017/2018, contenenti quattro ceppi antinfluenzali o un adiuvante.

Alcuni Stati membri, invece, hanno definito nuove strategie per far fronte all'epidemia influenzale allargando la platea delle categorie a rischio, ad esempio includendo ad esempio i bambini, i soggetti con patologie neurologiche, le donne in gravidanza indipendentemente dal trimestre di gestazione. L'efficacia di queste nuove armi potrà essere valutata dall'Ecdc nelle prossime stagioni invernali.

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 21/12/2018