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Influenza, un milione e mezzo le persone colpite

Il picco è ancora lontano ma l’influenza ha già costretto a letto un milione e mezzo di persone. I virus stanno colpendo però con un passo più contenuto rispetto alla scorsa stagione influenzale. Nella 52° settimana del 2018, infatti, l’incidenza totale della patologia è stata di 4,2 casi ogni mille assistiti mentre nella stessa settimana del 2017-2018 era pari a 11,45. I dati arrivano, come di consueto, dall’Istituto superiore di Sanità e rientrano nell’ambito della sorveglianza epidemiologica delle sindromi influenzali partita lo scorso 15 ottobre. 

 

Nell’ultima settimana, dal 24 al 30 dicembre, quindi in piene festività natalizie e di fine anno, sono state contagiate dai virus dell’influenza 256 mila persone, superando di poco la soglia totale del milione e mezzo di casi. Sono stati colpiti di più i bambini di età sotto i cinque anni. In particolare tra 0 e 4 anni l’incidenza è stata pari a 11,19 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni a 5,29. In quella 15-64 anni e negli over 65 si è sotto la media, rispettivamente con 3,95 e 2,87 casi. Per i più piccoli si è dunque vicini alla soglia dei 12,89 casi che definisce per questa stagione l’intensità media dell’epidemia.

 

Tra i virus responsabili dei contagi l’istituto ha rilevato una maggiore circolazione dei virus di tipo A, ovvero del virus A(H1N1), responsabile della pandemia influenzale del 2009, e di quello A(H3N2). Le aree più interessate dall’epidemia sono la provincia autonoma di Trento, e le regioni Marche, Abruzzo, Campania e Sicilia.

 

Con l’igiene importanti misure di prevenzione

 

Il numero dei contagi dunque continua a crescere sebbene a un ritmo più graduale dello scorso anno. Si è entrati nella cosiddetta fase epidemica, come ricorda il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità Giovanni Rezza, ma il picco sarà raggiunto, verosimilmente, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Cruciali saranno le prossime settimane, con la riapertura delle scuole dopo l’Epifania. Secondo l’esperto l’influenza di stagione sta avendo questo andamento per diversi fattori come “la suscettibilità della popolazione o la mutazione dei virus”.

 

E se per la vaccinazione antinfluenzale è ormai tardi – è raccomandato farsi il vaccino per tempo, entro fine dicembre, per anticipare l’arrivo dei virus – , c’è sempre la possibilità di mettere in atto delle semplici misure per contenere il rischio di contagio. Un gesto comune come il lavaggio delle mani, con acqua e sapone, e in assenza di acqua con gel alcolici, può infatti complicare la vita agli agenti patogeni. Chi è già stato colpito dall’influenza deve osservare delle norme di igiene respiratoria, coprendo naso e bocca quando starnutisce o tossisce, gettare i fazzoletti usati nel portarifiuti e sempre lavarsi le mani, ed evitare il contatto con altre persone per non essere veicolo di trasmissione dei germi, soprattutto quando la patologia è in fase iniziale. L’influenza si trasmette infatti per via aerea, per mezzo delle goccioline di saliva e delle secrezioni respiratorie.

 

 

Foto: Pixabay

 

di Vito Miraglia
Pubblicato il 04/01/2019

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