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La prossima epidemia da dove arriverà? Gli scienziati hanno individuato gli hot spot

Identificati gli “hot spot” in cui potrebbero svilupparsi le prossime epidemie. A scoprirli sono stati gli scienziati dell'Università della California di Davis (Usa), che hanno identificato le specie selvatiche che hanno maggiori probabilità di ospitare flavivirus come Zika, West Nile, dengue e febbre gialla.

 

I ricercatori spiegano che i flavivirus - virus trasmessi per lo più da zanzare e zecche - sono noti per la loro capacità di provocare gravi epidemie e malattie molto pericolose. Per scoprire i luoghi della terra in cui questi virus potrebbero provocare nuovi focolai infettivi, gli studiosi americani hanno raccolto tutti i dati pubblicati sulle specie selvatiche che sono risultate positive ai flavivirus. Hanno quindi analizzato questi animali, per individuare tratti importanti come l’ambiente in cui vivono e le loro caratteristiche fisiologiche. Successivamente, hanno utilizzato un programma informatico di apprendimento automatico su circa 10.400 specie aviarie e 5.400 mammiferi per identificare le specie che hanno maggiori probabilità di “ospitare” i flavivirus.

 

Grazie a questo metodo, sono riusciti a identificare centinaia di specie ospiti che non erano state rilevate in precedenza. Per esempio, hanno scoperto 173 specie che presentano il virus della dengue, delle quali 139 non erano state precedentemente riconosciute. Gli autori ritengono che la scoperta potrebbe, in particolare, aiutare gli scienziati a individuare quali specie di primati potrebbero essere potenziali ospiti di virus. Per esempio, la ricerca indica che i primati rappresentano gli ospiti principali dello Zika virus e del virus della febbre gialla, ma a causa delle limitazioni nelle attività di sorveglianza, solo 9 delle 21 specie di primati ritenute “potenziali ospiti” erano state identificate in precedenza.

 

I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Nature Communications, potrebbero anche aiutare a identificare i luoghi in cui in futuro potrebbero scoppiare nuove epidemie – comprese anche regioni in cui i flavivirus non sono stati rilevati in precedenza, ma sono presenti specie selvatiche che hanno il potenziale di ospitarli. L’indagine evidenzia, per esempio, che lo Zika virus potrebbe continuare a circolare in Sud America e nel Sud-Est asiatico, perché diversi animali selvatici che vivono in queste regioni potrebbero ospitare il virus. Inoltre, il virus dell'encefalite giapponese potrebbe diffondersi in Europa, perché nella regione è presente un’elevata quantità di potenziali ospiti di questo virus, tra cui molte specie di uccelli comuni.

 

La scoperta, concludono gli autori, potrebbe consentire agli studiosi e alle autorità sanitarie di tenere sotto controllo le località in cui potrebbero svilupparsi nuovi focolai. “Se un domani dovesse verificarsi un'epidemia in qualsiasi parte del mondo – spiega Pranav S. Pandit, che ha diretto l’indagine -, noi sapremmo quali specie di animali selvatici hanno maggiori probabilità di essere state infettate oltre agli esseri umani”.

 

Foto: © claffra - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 09/01/2019