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Vaccinazioni, ricerca spiega resistenza dell'opinione pubblica

La resistenza di ampie fasce della popolazione nei confronti delle vaccinazioni sarebbe dovuta a un fenomeno chiamato “isteresi”, in base al quale il valore attuale di una forza dipende dai valori che ha assunto in precedenza. Pertanto, secondo questo concetto, l'impatto di un elemento può essere osservato anche dopo che l’elemento stesso è stato eliminato. Lo sottolinea uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B da Xingru Chen e Feng Fu, due ricercatori del Dartmouth College di Hanover (Usa), secondo cui l’isteresi sarebbe responsabile del fatto che molte persone diffidino dei vaccini, nonostante prove scientifiche evidenti abbiano dimostrato che sono efficaci e sicuri.

 

“Dati i numerosi benefici dei vaccini, è difficile capire perché i tassi di vaccinazione continuino a rimanere ostinatamente bassi – osserva il dottor Feng Fu -. La storia conta, e ora sappiamo che l'isteresi fa parte della risposta. Una volta che le persone mettono in discussione la sicurezza o l'efficacia di un vaccino, può essere molto difficile convincerle a superare quelle associazioni negative: l'isteresi è una forza potente che è difficile da contrastare a livello sociale. Ciò significa che molte persone soffriranno inutilmente se non riusciremo a trovare un modo per eliminare l'impatto negativo del ciclo d’isteresi”.

 

Gli studiosi evidenziano che a causa della resistenza di parte dell’opinione pubblica, in alcune parti dell'Europa e del Nord America malattie infantili come il morbillo, la parotite e la pertosse hanno ricominciato a diffondersi, perché la copertura vaccinale è insufficiente. Per comprendere l’origine di questo fenomeno, i due esperti hanno esaminato il modo in cui i problemi che erano stati associati alle vaccinazioni in passato possono influire sulla decisione di vaccinarsi nel presente e nel futuro. Per esempio, hanno analizzato il caso del vaccino a cellule intere contro la pertosse, che ha interessato l’Inghilterra e il Galles tra il 1978 e il 1992. Secondo gli autori, la copertura vaccinale, che era scesa al 30%, sarebbe dovuta tornare al di sopra del 90% nel giro di un anno, mentre perché ciò accadesse ci son voluti ben 15 anni.

 

In periodi più recenti, le notizie sulla presunta associazione tra vaccino e autismo ha determinato un drastico calo delle vaccinazione contro il morbillo, tanto che in alcuni paesi come la Francia questa malattia è tornata a essere endemica, nonostante la disponibilità di un vaccino efficace. I ricercatori sottolineano che a distanza di oltre un decennio dalla polemica sul rapporto tra la vaccinazione contro morbillo, parotite e  rosolia e l’autismo, la copertura vaccinale è aumentata solo gradualmente e resta ancora insufficiente. Alla luce di queste osservazioni sugli effetti dell'isteresi, i due scienziati invitano le autorità sanitarie a progettare campagne in grado di aumentare i tassi di vaccinazione volontaria. In particolare, suggeriscono di promuovere la vaccinazione come un comportamento altruistico dettato da norme morali e sociali.

 

“Questo studio dimostra perché sia ​​così difficile invertire il calo dei livelli di vaccinazione – conclude il dottor Xingru Chen -. La semplice forza delle argomentazioni logiche e concrete in relazione ai problemi di salute pubblica non è sufficiente per superare l'isteresi. La copertura vaccinale in una popolazione può diminuire rapidamente, ma, a causa dell'isteresi, il suo recupero può richiedere molti anni”.

 

Foto: © casanowe - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 15/01/2019

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