Logo salute24
14-01-2019

Lea, pubblicati i punteggi delle Regioni



Nel 2017 otto regioni hanno superato il punteggio di 200, altre otto hanno raggiunto il livello minimo accettabile (tra 200 e 160), mentre cinque hanno ottenuto meno di 160 punti. Sono i risultati della “Griglia Lea 2017”, che descrive il livello di adempimento da parte delle regioni italiane delle misure previste per l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea).


Per poter accedere al maggior finanziamento del Servizio sanitario nazionale – pari a una quota premiale del 3% delle somme dovute a titolo di finanziamento della quota indistinta del fabbisogno sanitario al netto delle entrate proprie -, le regioni a statuto ordinario e la Sicilia sono infatti tenute a ottemperare una serie di adempimenti, la cui verifica è curata dal Comitato Lea. Sono invece escluse la Valle d'Aosta, le due Provincie Autonome di Bolzano e Trento, il Friuli Venezia Giulia e la Sardegna, che non sono state sottoposte alla verifica adempimenti, anche se per la prima volta sono state inserite all’interno della Griglia Lea.


Nel 2017 sono state valutate positivamente 16 regioni, che hanno ottenuto un punteggio uguale o superiore a 160 (livello minimo accettabile). Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Umbria, Abruzzo e Marche hanno superato il punteggio di 200, mentre Liguria, Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Provincia Autonoma di Trento, Lazio, Puglia, Molise e Sicilia hanno ottenuto un punteggio compreso tra 200 e 160 (livello minimo accettabile).


Cinque regioni hanno conseguito punteggi inferiori a 160 e presentano diverse criticità ascrivibili in particolare all’area della prevenzione (screening e coperture vaccinali) e all’area distrettuale (residenziali anziani e disabili). Si tratta di Campania, Valle d’Aosta, Sardegna, Calabria e la Provincia Autonoma di Bolzano - con riferimento alla P.A. di Bolzano, alla Sardegna e alla Valle d’Aosta si evidenzia il mancato invio di alcuni flussi informativi obbligatori.


Le regioni Calabria e Campania, entrambe sottoposte a regime commissariale, presentano una situazione differente: la Calabria ha ottenuto un punteggio inferiore rispetto all’anno precedente, mentre la Campania uno più alto, anche se tuttora più basso rispetto al livello minimo accettabile.

potrebbe interessarti anche: