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17-01-2019

Aspettativa di vita, gli indizi nel Dna



Osservando il Dna di una persona potrebbe essere possibile calcolarne l’aspettativa di vita. Lo rivela uno studio pubblicato su eLife da un gruppo di ricerca internazionale guidato dall'Università di Edimburgo (Regno Unito). Secondo gli esperti, nel genoma umano sarebbero presenti degli elementi che indicano se un individuo vivrà più o meno rispetto alla media.


Gli scienziati hanno esaminato i dati genetici di oltre mezzo milione di persone, insieme alle informazioni sulla durata della vita dei loro genitori. Al termine dell’analisi, sono riusciti a identificare 12 aree del genoma umano che avrebbero un impatto significativo sulla durata della vita, tra cui 5 siti che non erano stati individuati in precedenza. In particolare, hanno scoperto che i geni che influenzano il cervello e il cuore sarebbero responsabili della maggior parte delle variazioni della durata dell’esistenza.


Successivamente, i ricercatori hanno analizzato l'effetto combinato delle variazioni genetiche che influenzano l’aspettativa di vita per produrre un sistema di punteggio. In base a questo schema, le persone che ottengono un punteggio che rientra nel 10% più alto potrebbero vivere fino a cinque anni in più di quelle che si classificano nel 10% più basso. “Se prendiamo 100 persone alla nascita, o più tardi - spiega Peter K. Joshi, che ha coordinato la ricerca -, e usiamo il nostro punteggio sulla durata della vita per dividerle in dieci gruppi, il gruppo che si classifica in alto vivrà cinque anni in più rispetto a chi resta in fondo”.