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Problemi di memoria? Potrebbe essere perdita dell'udito

Dietro un presunto declino cognitivo potrebbe nascondersi semplicemente un calo dell'udito. Prima di pensare ai problemi di memoria è bene valutare accuratamente le condizioni dell'udito, un aspetto su cui si può intervenire con l'applicazione di un apparecchio acustico. Di salute cognitiva e benessere uditivo si sono occupati dei ricercatori del Baycrest Centre for Geriatric Care di Toronto (Canada) in uno studio pubblicato su Canadian Journal on Aging.

“Vediamo spesso persone che sono preoccupate riguardo una possibile insorgenza della malattia di Alzheimer poiché il partner si lamenta con loro del fatto che sembrano non prestare attenzione, non ascoltare o non ricordare cosa sia stato loro detto”, dice la dottoressa Susan Vandermorris, fra gli autori dello studio. “A volte guardare ai problemi dell'udito può attenuare o risolvere ciò che sembra essere un problema di memoria”.

Una condizione che si può correggere

La perdita dell'udito è la terza condizione cronica più comune tra le persone anziane e interessa circa il 50% degli individui di età superiore ai 65 anni e il 90% della popolazione sopra gli 80, riferiscono i ricercatori. Pertanto l'età è certamente un fattore di rischio ma anche l'esposizione cronica ai rumori, ad esempio per motivi di lavoro, lo è. Nella maggior parte dei casi si può intervenire anche con il ricorso a un apparecchio acustico tuttavia – sottolineano ancora i ricercatori – passano circa dieci anni prima che le persone si rivolgano a uno specialista per richiedere un trattamento e meno di un quarto dei pazienti che avrebbero bisogno di un apparecchio per l'udito effettivamente lo acquistano.

Il tema non deve essere sottovalutato perché dal benessere uditivo passa il benessere generale della persona: “Alcune persone possono affrontare controvoglia il problema della perdita dell'udito ma devono sapere che la salute dell'udito corrisponde alla salute cognitiva e che un aiuto è disponibile”, aggiunge Vandermorris.

Pertanto chi è preoccupato dei possibili precoci sintomi della malattia di Alzheimer dovrebbe anche considerare un controllo dell'udito. Qualcosa che sembra indicare una défaillance della memoria, un declino cognitivo può invece essere la spia di un problema all'udito.

Perdita dell'udito e benessere cognitivo

Il team ha coinvolto nello studio venti individui con 71 anni di età in media oggetto di una valutazione neuropsicologica al Baycrest Centre for Geriatric Care. Tutti i partecipanti hanno effettuato un test per la valutazione delle capacità uditive dopo un esame delle loro abilità cognitive. È emerso che la maggior parte di loro presentava una forma di perdita dell'udito da lieve a severa ma solo il 20% degli individui usava un apparecchio acustico. Inoltre il 25% degli individui coinvolti non mostrava alcun segno di perdita della memoria correlata a un disturbo cerebrale. I neuropsicologi erano al corrente dei risultati del test dell'udito dopo la loro valutazione iniziale, cosa che ha cambiato alcune delle loro raccomandazioni. Per esempio ad alcuni pazienti è stata indicata una visita per una valutazione audiologica completa o di prendere in considerazione la possibilità di utilizzare un apparecchio acustico.

La relazione tra salute cognitiva e benessere uditivo è dunque molto stretta: “Dal momento che la perdita dell'udito è stata identificata tra i pricipali fattori di rischio modificabili per la demenza, trattarla potrebbe essere un modo con cui ridurre tale rischio”, sottolinea un'altra ricercatrice, Marilyn Reed. “Chi non riesce a sentire bene – conclude la scienziata – ha difficoltà a comunicare e tende quasi come reazione a ritrarsi dalle attività sociali. Questo può portare a isolamento e solitudine, cosa che può avere un impatto sulla salute cognitiva, fisica e mentale”.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 29/01/2019