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Trattare il dolore, “silenziando” le cellule celebrali

Identificate le cellule cerebrali responsabili delle emozioni negative associate alla sensazione di dolore. A scoprirle sono stati gli scienziati statunitensi della Stanford University, secondo cui disattivare le cellule dell'amigdala basolaterale potrebbe rappresentare una strategia alternativa all’uso degli oppioidi, capace di lenire la sofferenza fisica senza provocare dipendenza.

 

La ricerca sul dolore si è tradizionalmente concentrata sui neuroni e sulle cellule dei nervi che per prime percepiscono le sensazioni dolorose – come punture, tagli e ustioni - e trasmettono al cervello il messaggio di una minaccia fisica. “Noi vogliamo verificare ciò che il cervello fa di queste informazioni- spiega Grégory Scherrer, che ha coordinato l’indagine -. Mentre gli stimoli dolorosi vengono rilevati dai nervi, queste informazioni non acquisiscono un significato emotivo fino a quando non raggiungono il cervello. Pertanto, noi intendiamo trovare le cellule del cervello che sono responsabili della sensazione spiacevole associata al dolore”.

 

Nel corso della ricerca, pubblicata sulla rivista Science, gli autori hanno sottoposto a numerosi test un gruppo di topi muniti di un “miniscopio” - un microscopio della lunghezza di una piccola graffetta, che dopo essere stato posizionato sulla testa dei roditori ne registra l'attività cerebrale. In particolare, gli studiosi hanno collocato il dispositivo per poter visualizzare cosa succedeva nell'amigdala. Hanno così scoperto che la presenza di stimoli dolorosi provocava l’attivazione di alcuni neuroni presenti nella regione basolaterale della ghiandola cerebrale. Le stesse cellule restavano silenti, invece, in presenza di stimoli piacevoli: ciò suggerisce che non sarebbero coinvolte con le emozioni in generale, ma soltanto con quelle collegate alla sofferenza fisica.

 

Per confermare questa ipotesi, gli scienziati hanno fatto percorrere ai topi un tratto costituito da tre corsie, caratterizzate da temperature diverse. Nelle due laterali c’era freddo o caldo, mentre in quella centrale un grado di calore moderato. Gli autori spiegano che passare nelle corsie esterne era paragonabile a camminare a piedi nudi per poco tempo sul marciapiede durante l’inverno o d'estate – quindi relativamente doloroso, ma non dannoso in modo permanente. Gli esperti hanno quindi disattivato temporaneamente le cellule neuronali dell’amigdala basolaterale di alcuni roditori: a differenza degli altri animali, che trovavano sgradevole percorrere le corsie laterali e si concentravano in quella centrale, questi topi non mostravano alcuna reazione di fastidio per l’alta o la bassa temperatura e continuavano ad attraversare le vie esterne.

 

Alla luce dei risultati della sperimentazione, i ricercatori ritengono che disattivando i neuroni dell’amigdala basolaterale potrebbe essere possibile fornire sollievo a chi soffre di dolore cronico. “Non ci sono trattamenti davvero efficaci per il dolore cronico negli esseri umani, per questo l’uso degli oppioidi è così diffuso – sottolinea il dottor Scherrer -. La nostra speranza è che futuro silenziare le cellule della regione basolaterale potrebbe rappresentare una strategia per frenare la sensazione di dolore senza causare dipendenza e, quindi, costituire un possibile sostituto per il trattamento con gli oppioidi”.

 

Foto: © Alexandr Mitiuc - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 23/01/2019