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23-01-2019

Legge 194, i dati del 2017



Nel 2017 il tasso di abortività volontaria in Italia ha continuato a diminuire, collocandosi tra i più bassi registrati nei Paesi occidentali. È quanto emerge dalla “Relazione contenente i dati definitivi 2017 sull’attuazione della L.194/78 che stabilisce norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria della gravidanza (Ivg)”, trasmessa al Parlamento il 18 gennaio 2019 dal Ministero della Salute.


L’indagine evidenzia che a partire dal 1983 il numero degli interventi d’interruzione volontaria della gravidanza appare in continua e progressiva flessione. Nel 2017, in particolare, sono state notificate 80.733 Ivg, un numero inferiore del 4,9% rispetto al 2016 e del 65,6% rispetto al 1982 (anno in cui si è osservato il più alto numero di Ivg in Italia, pari a 234.801 casi). Le diminuzioni percentuali maggiori sono state riscontrate in Liguria, Umbria, Abruzzo e nella Provincia autonoma di Bolzano. La Provincia autonoma di Trento, invece, è l'unica a mostrare un lieve aumento di questi interventi.


Il tasso di abortività (numero di Ivg rispetto a 1000 donne di 15-49 anni residenti in Italia), che rappresenta l'indicatore più accurato per una corretta valutazione della tendenza del ricorso all’interruzione volontaria della gravidanza, nel 2017 è pari a 6,2 per 1000. Si tratta di un valore più basso del 3,3% rispetto al 2016 e del 63,6% rispetto al 1982. Il dato italiano rientra tra i valori più bassi registrati a livello internazionale.


Nel 2017 il rapporto di abortività (numero di Ivg rispetto a 1000 nati vivi) è pari a 177,1 per 1000 nati vivi (o 17,7 per 100 nati vivi) e mostra una riduzione del 2,9% rispetto al 2016 e del 53,4% rispetto al 1982. Ma la relazione precisa che in questi ultimi anni anche i nati della popolazione presente sul territorio nazionale sono diminuiti di 9.643 unità.

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