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25-01-2019

Pressione alta, gli effetti della mancanza di zinco



La carenza di zinco potrebbe contribuire allo sviluppo dell'ipertensione, perché sarebbe in grado di alterare il modo in cui i reni gestiscono il sodio. Lo rivela uno studio pubblicato sull'American Journal of Physiology - Renal Physiology dai ricercatori dell’Emory University di Atlanta (Usa), secondo cui lo zinco aiuterebbe a regolare le proteine coinvolte nel trasporto del cloruro di sodio - il meccanismo attraverso cui i reni espellono il sodio nelle urine o lo riassorbono nel corpo, che influenza anche il controllo della pressione sanguigna.


Gli scienziati hanno confrontato le condizioni di un gruppo di topi affetti da carenza di zinco con quelle di altri roditori sani con livelli normali del minerale. Hanno così scoperto che, a differenza degli esemplari del gruppo di controllo, gli animali che avevano poco zinco soffrivano di pressione alta e mostravano una riduzione dell'escrezione del sodio presente nell’urina. Successivamente, gli studiosi hanno nutrito i topi affetti da carenza di zinco con  una dieta ricca del minerale. Durante l’esperimento hanno osservato che nel momento in cui lo zinco ha raggiunto livelli adeguati, la pressione sanguigna degli animali ha iniziato a diminuire e i livelli di sodio urinario sono aumentati.


“Questi risultati dimostrano che aumentare l’assorbimento renale di sodio svolge un ruolo fondamentale nell'ipertensione indotta dalla carenza di zinco – spiegano  i ricercatori -. Comprendere i meccanismi specifici con cui la carenza di zinco contribuisce all’alterazione della pressione arteriosa potrebbe avere un impatto importante per il trattamento dell'ipertensione nelle patologie croniche”.