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Apnee notturne mettono a rischio la memoria

Ricordi più difficili da recuperare in caso di apnee ostruttive del sonno. Quando il sonno è interrotto da continui risvegli per via di una respirazione tormentata può risentirne anche la memoria, con il rischio di favorire l'insorgenza della depressione. L'impatto della sindrome delle apnee notturne sulla memoria è stato oggetto di ricerca di un gruppo di scienziati della RMIT University di Melbourne (Australia): “Il nostro studio suggerisce che le apnee del sonno possono pregiudicare la capacità del cervello sia di codificare che di consolidare alcune forme di memoria cosa che rende più complicato ricordare elementi del passato”, spiega la ricercatrice Melinda Jackson, tra gli autori dello studio pubblicato su Journal of the International Neuropsychology Society.

L'effetto di questa condizione potrebbe anche coinvolgere il benessere psichico: “Sappiamo che l'incapacità di ricordare è associata allo sviluppo della depressione. Pertanto le apnee del sonno sono anche un significativo fattore di rischio per la depressione. In questo modo, se riusciamo a capire meglio i meccanismi neurobiologici in atto, abbiamo l'opportunità di migliorare la salute mentale di milioni di persone”.

Sonno intervallato

La sindrome della apnee notturne – che secondo alcune stime interessa 936 milioni di individui nel mondo – è dovuta al rilassamento dei muscoli delle vie aeree superiori durante il sonno che ostacola il passaggio dell'aria. Il respiro si blocca per alcuni secondi, ma può arrivare anche a un minuto, finché il cervello invia un messaggio che risveglia il paziente. Questi libera le vie aeree superiori, russa leggermente e poi si addormenta quasi subito. Questa sequenza può ripetersi centinaia di volte a notte frammentando così il sonno e compromettendo il riposo notturno.

I ricercatori hanno messo a confronto 44 adulti con questa condizione non trattata e altrettanti individui sani. Hanno valutato la loro capacità di ricordare diverse forme di memoria autobiografica della loro infanzia, della vita da giovani adulti e degli anni più recenti.

Dettagli del passato meno vividi

Dall'analisi dei risultati si è visto che effettivamente, in presenza di apnee notturne, si faceva più fatica a ricordare il passato. La capacità di recuperare i ricordi personali relativi a eventi passati (memoria autobiografica overgeneral) era ridotta di oltre il 52% mentre nei soggetti sani di solo il 18,9%. In entrambi i gruppi l'età avanzata si associava con questa difficoltà a ricordare il passato.

Il team di ricerca ha guardato poi alla memoria semantica (abilità di ricordare fatti e concetti della vita personale come i nomi degli insegnanti di scuola) e la memoria episodica (eventi o episodi come il primo giorno di scuola superiore). Nel primo gruppo la memoria semantica era meno brillante mentre quella episodica era preservata. Il dato è probabilmente correlato al tipo di sonno frammentato che caratterizza i pazienti con apnee notturne. La ricerca ha infatti indicato che il buon sonno è essenziale per il consolidamento della memoria semantica autobiografica. La depressione si correlava invece a questa flessione della memoria semantica.

Le evidenze ottenute dai ricercatori meritano ulteriori approfondimenti, in particolare gli aspetti relativi al trattamento delle apnee e ai meccanismi dietro l'associazione con la memoria: “Le immagini del cervello dei soggetti con apnee del sonno mostrano una significativa perdita di materia grigia in regioni che coincidono con i network di memoria autobiografca. Bisogna vedere se c'è uno stesso meccanismo neurobiologico all'opera; in altre parole la disfunzione di quel network cerebrale porta alla depressione e ai problemi mnemonici nelle persone con apnee del sonno?”, aggiunge Jackson.
“Un prossimo passo importante sarà determinare se i trattamenti efficaci delle apnee del sonno possono anche contrastare alcuni di questi aspetti della memoria o persino ripristinare i ricordi che si sono persi”, conclude la ricercatrice.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 11/02/2019