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Carne, Usa e Australia i Paesi dove se ne mangia di più

Oltre cento chili. A tanto ammonta il consumo di carne nei Paesi più voraci: Australia, Stati Uniti, Argentina e Nuova Zelanda. A seguire gli Stati dell'Europa Occidentale, con l'Italia tra i Paesi meno ghiotti del continente. Le tendenze degli ultimi decenni – come riferisce l'indagine commissionata dalla Bbc e realizzata da una ricercatrice della Oxford Martin School, Hannah Ritchie – indicano un aumento globale dell'introito di carne. Negli ultimi anni però, come hanno indicato alcune rilevazioni, hanno guadagnato sempre più spazio nuovi stili di vita alimentari che hanno escluso la carne dalla dieta. Ad esempio, secondo un report del 2016, una persona su tre in Gran Bretagna ha detto di aver cominciato a mangiare meno carne o di aver smesso proprio.

Le motivazioni alla base di queste scelte sono di diversa natura: etiche, di sensibilità ambientale e naturalmente anche salutistiche. In quest'ultimo caso alla luce dei risultati di studi che, tra l'altro, hanno correlato gli eccessi del consumo di carne rossa processata a un maggior rischio di patologie oppure che hanno evidenziato i benefici di una dieta ricca di proteine vegetali.

Reddito e carne

Rispetto ai primi anni '60 si mangia una quantità di carne grosso modo cinque volte più grande. Erano 70 milioni le tonnellate che nel 2017 sono diventate più di 330 milioni. Certamente ha contribuito l'aumento della popolazione, più che raddoppiata (da circa 3 a oltre 7,6 miliardi). Oltre a questo ha spinto su i consumi di carne l'aumento della ricchezza e del reddito disponibile. Questa correlazione spiega ad esempio il fatto che molti Paesi ad alto reddito si trovano in cima alla classifica dei più carnivori: dagli Stati Uniti all'Australia, con oltre 100 Kg di carne a testa, all'Europa Occidentale con un ammontare che va da 80 kg a 90 kg a persona (l'anno di riferimento è il 2013).

Alla parte opposta della classifica ci sono i Paesi più poveri. In Etiopia, ad esempio, la media è 7 kg di carne, in Ruanda 8 kg e in Nigeria 9 kg, dieci volte in meno della media europea. Ma ad aver contribuito molto alla diffusione dei consumi sono stati i Paesi a medio reddito che sono cresciuti e diventati negli anni delle potenze mondiali aumentando il livello di ricchezza della popolazione: Cina e Brasile ne sono un esempio. Nel Paese asiatico si è passato da meno di cinque kg del 1960 ai 20 kg di metà anni '80 e negli ultimi decenni salito a oltre 60 kg. Lo stesso è stato rilevato in Brasile, con un apporto raddoppiato dal 1990 al 2013.

L'India è un'eccezione ragguardevole. A fronte di un reddito medio triplicato dal 1990 il consumo di carne non ha fatto lo stesso, verosimilmente per fattori culturali. Con meno di 4 kg a persona è la più bassa nel mondo.

Italia fra i meno carnivori

Anche se il consumo di carne è sostenuto rispetto a molti altri Stati del mondo, guardando solo all'Europa, l'Italia si colloca invece nella parte bassa della graduatoria. Come ha riferito Coldiretti, nel 2018 il consumo medio annuo di tutte le carni ha raggiunto i livelli di 79 kg a testa. Per fare un confronto, in Danimarca sono 109,8 kg, in Portogallo 101 kg, in Spagna 99,5 kg, in Francia e Germania circa 86 kg. L'incremento del 5% nella spesa per carne è stato indicato come il livello più alto mai raggiunto negli ultimi sei anni caratterizzati, invece, da un forte calo dei consumi.

Un dato interessante riguarda la composizione di questi consumi. Assocarni ha rilevato  un costante calo per la carne bovina, dai 24,9 kg a testa del 2007 ai 17,1 kg del 2017. Unaitalia (associazione del settore avicolo) ha invece intercettato un incremento delle carni bianche: dal 2013 al 2017 i consumi sono aumentati del 24% con 21 kg a testa (oltre 15 kg solo di pollo). Il quadro è in linea con quanto riferito dalla ricercatrice dell'Oxford Martin School agli Stati Uniti, con il pollame che costituisce metà del consumo di carne mentre negli anni '70 era un quarto. Queste dinamiche sembrano essere, in conclusione, coerenti con le indicazioni degli esperti che suggeriscono di mettere nel piatto più carne bianca che rossa.

 

Foto: Pixabay

di redazione
Pubblicato il 06/02/2019